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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Politica

I conti in rosso, il voto e le nuove alleanze: come sarà il Pd di Zingaretti

Boom dell'affluenza e plebiscito per Nicola Zingaretti alle primarie Pd. Le prime mosse e le sfide (quasi tutte in salita) del neo segretario, che punge Salvini: "Si vede che gli rode..."

"Ci metterò tutto me stesso, ve lo giuro". Parte l'era del Pd di Nicola Zingaretti, eletto dal popolo dem con oltre il 65% dei consensi. "Non sarò mai un capo ma il leader di una comunità. Costruiremo un nuovo Pd, con nuove alleanze", dice arrivando al comitato al Circo Massimo dopo il conteggio delle schede alla primarie dem. Come sarà il nuovo Pd targato Zingaretti? Il renzismo si chiude qua, e questo è il primo dato da evidenziare. Il Partito democratico che Zingaretti vuole creare è un "nuovo partito" baricentro di "nuove alleanze" con "le porte spalancate" ai "molti che oggi sono tornati", "ai delusi" e "a quelli che il 4 marzo non ci avevano votato" e che "oggi erano in coda ai gazebo. Molti sono tornati e molti torneranno". Sfida non da poco che dovrà misurarsi, tra poco più di due mesi, alle Europee del 26 maggio.

Zingaretti vince le primarie Pd: le prime mosse del neo segretario

Il primo atto del nuovo leader sarà "una sorpresa", in giornata a Roma. Al Nazareno, secondo quanto riferito, il neo segretario non si farà vedere subito, anche perché la proclamazione ci sarà all'assemblea del 17 marzo. Ma alla segreteria Zingaretti lavorerà da subito: parole d'ordine "unità e ancora unità, cambiamento e ancora cambiamento". "La mia prima mossa da segretario sarà simbolica e importante: andrò a visitare i cantieri della Tav il prima possibile", ha detto in un colloquio con Il Messaggero. "Farò di tutto per essere all'altezza. E essere all'altezza vorrà dire sapere ascoltare e sapere decidere. Apriremo una nuova fase costituente per un nuovo Pd che dovrà avere dei segnali chiari per far contare di più le persone".

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Zingaretti dedica poi la vittoria a Greta Thunberg, la ragazza attivista svedese che si batte per "la salvezza del pianeta", ai "5 milioni di poveri", ai giovani e ai disoccupati. Poi, a Matteo Salvini che parla di voti dimezzati alle primarie in 10 anni, il neosegretario ribatte lasciando per un attimo i soliti toni soft: "Salvini? Si vede che gli rode, non si aspettava quasi due milioni di persone".

Alleanze, conti in rosso ed elezioni europee: le sfide di Zingaretti

Una delle prime grane che Zingaretti dovrà affrontare è quella che riguarda i conti in rosso del partito: ci sono più di 170 dipendenti in cassa integrazione. Francesco Bonifazi, tesoriere del Pd voluto da Renzi, potrebbe essere il primo a "saltare". Zingaretti, poi, proporrà Paolo Gentiloni come presidente del partito. Il primo vero banco di prova, inutile nasconderlo, è rappresentato dalle prossime elezioni europee: il traguardo massimo per il Pd è superare i consensi del Movimento 5 stelle. Il minimo, invece, è riuscire a prendere più voti delle elezioni del 4 marzo 2018. Una volta eletto segretario Pd formalmente, Zingaretti incontrerà Emma Bonino (Più Europa), Federico Pizzarotti e Monica Frassoni dei Verdi. In ballo nuove possibili alleanze.

Nicola Zingaretti: chi è il nuovo segretario del Pd

Chi è Nicola Zingaretti? 53 anni, romano, sposato, due figlie. E un fratello, Luca, famoso per essere il volto del commissario Montalbano. Nicola Zingaretti è il nuovo segretario del Partito democratico. Nato a Roma nel 1965 e rieletto l'anno scorso governatore della Regione Lazio, 'Zinga' come lo chiamano in molti, ha iniziato a muovere da giovanissimo i primi passi nella politica. Nel 1982, a 17 anni, prende parte al movimento per la pace, ed è tra i fondatori dell'associazione di volontariato antirazzista 'Nero e non solo'. Poi nel 1991 viene eletto segretario nazionale della Sinistra Giovanile e l'anno successivo consigliere comunale di Roma. In questi anni si batte per l'ambiente, lo sviluppo sostenibile e la legalità. Gli anni che vanno dal 1995 al 1997 sono quelli della presidenza dell'Unione Internazionale della Gioventù Socialista (IUSY) e della vice residenza dell’Internazionale Socialista, dove inizia un'intensa attività internazionale che lo porta, nel 1999, in Birmania per sostenere il 'movimento per la democrazia'. Lo stesso anno organizza il viaggio del Dalai Lama a Roma.

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Nel 2004 viene eletto al Parlamento Europeo. Incarico che porta a termine nel 2008. In Europa si impegna per la protezione dei consumatori, nel volontariato, per la disabilità e i diritti civili. Nel 2007 è il primo segretario del Pd del Lazio e l'anno seguente viene eletto presidente della Provincia di Roma vincendo il ballottaggio sul candidato del centrodestra con più di un milione di voti. Nel 2012 si dimette da presidente della Provincia di Roma, con 5 mesi d'anticipo rispetto alla scadenza naturale, per candidarsi a governatore del Lazio. Dal 2013 è presidente della Regione Lazio e viene rieletto nel 2018, caso unico nella storia della regione, che non aveva mai visto la riconferma dei governatori uscenti. Tra i risultati di cui va più fiero c'è senza dubbio l'abolizione del precariato nella sanità. "Abbiamo fatto partire un grande piano di assunzioni e aperto nuove strutture sanitarie, riqualificando gli ospedali. Un investimento in opere pubbliche tra i più importanti del Paese - dice Zingaretti -. Abbiamo aumentato i servizi pubblici senza aumentare i debiti, grazie al lavoro di risanamento dei conti. Abbiamo cancellato sprechi e privilegi e tagliato 27 società inutili".

Ora, al Nazareno, inizia la sua era. La proclamazione avverrà tra due settimane, all'assemblea del 17 marzo, ma alla segreteria Zingaretti lavorerà da subito. Niente gestione unitaria, per lui, che ribadisce di credere fermamente "in un partito plurale".

Primarie Pd 2019, code ai gazebo (FOTO ANSA)

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