Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

Pd, Zingaretti c'è: "Pronto a correre alle primarie del partito"

Grande fibrillazione nel partito, dopo le dimissioni di Renzi e l'iscrizione di Calenda. Il governatore del Lazio spinge per un modello di politica e alleanze "che rilanci lo spirito dellʼUlivo, anche a livello nazionale"

Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti alla guida del Pd? Più che un'ipotesi. Il presidente della Regione Lazio, appena rieletto, annuncia infatti la sua presenza alle primarie del partito. "Io ci sarò. Anche alle primarie, non escludo nulla", dice in un'intervista a Francesco Merlo su Repubblica. Zingaretti rilancia il modello Lazio a livello nazionale. "Abbiamo fatto l'accordo con Liberi e Uguali - spiega - avevamo con noi i sindaci, le liste civiche. E' un modello che rilancia lo spirito dell'Ulivo, anche a livello nazionale".

Su una possibile intesa di governo con il Movimento 5 stelle, il governatore del Lazio è netto: "Restiamo all'opposizione". Il motivo dei 341mila voti presi in più del Pd alle politiche? "Buona amministrazione e rilancio dello spirito dell'Ulivo". E su Renzi spiega: "Un'esperienza che non possiamo liquidare" e lo invita a spingere "verso la rigenerazione". E proprio questa è la parola chiave: rigenerazione. "La parola rifondazione è un altro deja vu. La mia parola è rigenerazione - dice Zingaretti - non solo del Pd, ma di tutta la sinistra. E senza accordi calati dall'alto, ma aprendo un grande confronto, vero e forte".

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Poi insiste: "Dobbiamo stare all'opposizione. Non siamo stati noi a deciderlo, ma gli elettori. Chi ha vinto provi a governare. Mi pare che i 5 stelle, in quella che io chiamo la loro istituzionalizzazione, abbiano capito che il vaffa non è un buon metodo di governo: hanno cavalcato la rabbia, vedremo se sanno anche governarla. La destra pensa invece che la rabbia abbia bisogno di un colpevole da punire: il nero, l'immigrato, il diverso. Noi dobbiamo stare all'opposizione per elaborare una proposta rigenerante che torni ad offrire un orizzonte alla rabbia, la trasformi in progetto politico, in una nuova speranza". Su Camera e Senato "si dovrebbero tenere lontane queste nomine dalla trattativa per il governo, evitare accordi sotto banco. Io ho già il mio da fare per la presidenza del Consiglio regionale".

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