Giovedì, 4 Marzo 2021
Germania

L’ex guardiano del lager di Sachsenhausen sotto accusa a 100 anni: “Complice in 3.518 omicidi”

Nonostante l’età avanzata, l’uomo è stato ritenuto idoneo a sostenere un processo. La scorsa settimana, un’ex segretaria del campo di Stutthof, 95 anni, è stata accusata di complicità nell’omicidio di 10mila persone

La scritta “Arbeit Macht Frei” all’ingresso del campo di Sachsenhausen (foto EPA/PAUL ZINKEN)

“La giustizia non ha una data di scadenza e la caccia dei colpevoli delle Ss non deve mai fermarsi, nemmeno di fronte alla vecchiaia”, dice Christoph Huebner, vicepresidente del Comitato internazionale di Auschwitz, commentando la notizia che i pubblici ministeri tedeschi hanno accusato un tedesco di 100 anni di complicità in 3.518 omicidi commessi mentre era tra le guardie del campo di concentramento di Sachsenhausen durante la seconda Guerra Mondiale. 

Secondo la televisione pubblica NDR, l’uomo, che oggi vive nello stato nord-orientale del Brandeburgo, è accusato di aver dato un contributo “materiale e intenzionale” alle uccisioni che avvenivano nel campo, dove 100mila persone persero la vita. L’uomo avrebbe lavorato a Sachsenhausen tra il 1942 e il 1945, quando il campo fu liberato dai reparti avanzati delle truppe sovietiche e polacche tra il 22 e il 23 aprile.

Sachsenhausen, creato nel 1936 nei pressi di Berlino e affidato al controllo delle SS, era tristemente noto per gli esperimenti medici che vi venivano condotti e per essere stato un “modello” per l’uso di camera a gas per l’uccisione dei prigionieri, un precursore dello sterminio sistematico messo poi in atto ad Auschwitz e in altri lager. A Sachsenhausen furono detenuti prigionieri politici, ebrei, rom e gay. Si pensa che nel campo siano state internate negli anni circa 200mila persone, la metà delle quali è morta di malnutrizione e malattia o è stata uccisa in esperimenti o nelle camera a gas. 

Nonostante l’età più che avanzata, l’accusato, secondo la procura generale di Neuruppin, che ha aperto l’incriminazione, è stato ritenuto in condizioni idonee per essere sottoposto a un provvedimento giudiziario.

I processi agli ex sorveglianti dei campi di concentramento

Negli ultimi anni pubblici ministeri tedeschi hanno intentato cause contro diversi ex sorveglianti dei campi di concentramento. La scorsa settimana Irmgard F. 95enne ex segretaria del campo di Stutthof, stata accusata di complicità in omicidio di 10mila persone, mentre lo scorso luglio un ex guardia 93enne, Bruno Dey, del campo di concentramento di Stutthof è stata condannata a due anni di carcere con la condizionale per complicità in omicidio. Dey era stato incriminato per complicità in 5.230 omicidi a Stutthof, dove prestò servizio come guardia delle SS dall’aprile del 1944 all’aprile del 1945, quando aveva 17 anni e quindi era minorenne. Per la giudice l'ex guardia ha comunque contribuito a "disumanizzare le persone e a trasformarli in numeri".  

"Ti sei considerato un mero osservatore, mentre nei fatti eri un complice di questo inferno fatto dagli uomini", gli ha detto prima di emettere il verdetto. Nelle sue ultime dichiarazioni in aula, Dey si era scusato con le vittime, dicendo che era costretto a quel ruolo e si è detto scioccato per i racconti dei testimoni sopravvissuti al campo di Stutthof, dove 65.000 persone sono morte di malattia, malnutrizione, giustiziate o uccise nelle camere a gas (circa 4.000). 

Fonte: DW →
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