Domenica, 20 Giugno 2021
Difficoltà / Brindisi

Otto fratelli con il coronavirus, lo sfogo di mamma Francesca: "La didattica a distanza è impossibile"

Vivono in dieci nel loro appartamento di 95 metri quadrati a Brindisi. Dal 9 novembre sono tutti a casa, da quando uno dei fratelli è risultato positivo. Tante difficoltà

La foto della famiglia che accompagna l'articolo pubblicato oggi da Repubblica

Otto fratelli: Luca compirà 18 anni a febbraio, Andrea ne ha 16, Lorenzo 14, Stefano 12, Samuele 11, Elisabetta 10, Davide 8, Benedetta è la più piccola di casa, e di anni ne ha 6. Mamma Francesca ha 44 anni e fa la poliziotta, papà Fabrizio di anni ne ha 48 e lavora in un centro di accoglienza. La storia, raccontata da Repubblica, viene ripresa oggi da molti giornali locali. 

Brindisi: otto fratelli tutti colntagiati dal coronavirus

Vivono in dieci nel loro appartamento di 95 metri quadrati. Dal 9 novembre sono tutti a casa, da quando uno dei fratelli è risultato positivo al virus. Si sono contagiati tutti.  A complicare le cose ci pensa la didattica a distanza: impossibile seguire le lezioni tutti insieme, la connessione internet non regge otto dispositivi.

"Siamo riusciti a trovare i dispositivi per tutti - spiega a Repubblica mamma Francesca - per alcuni ci ha aiutato la scuola, per gli altri abbiamo dovuto acquistare ed altri ci sono stati prestati. Ma il problema è la connessione. A casa abbiamo un solo router che non riesce a sostenere il collegamento simultaneo di tutti e 8 i fratelli. La mattina è una tragedia seguire le lezioni, l'immagine che non si vede, la voce che si sente a tratti. Altre volte salta proprio".

Non è così frequente vedere famiglia numerose nell'Italia di oggi. La loro è stata una scelta coraggiosa: "Ma quando siamo seduti tutti intorno al tavolo (è lungo 3 metri) è davvero una grande gioia - spiega la donna - ammetto che ci vuole tanta pazienza e che ci sono i giorni no, ma con il dialogo e la collaborazione di tutti si riesce a superare le incomprensioni".

Le loro condizioni di salute non destano alcuna preoccupazione: "Fortunatamente siamo tutti asintomatici - afferma la mamma - ma non è comunque facile tenerli tranquilli. Dopo un po' di ore si scocciano e dopo aver finito tutte le idee di gioco non sanno più cosa fare e diventa difficile anche condividere gli spazi". 

Facciamo il possibile per mantenere la tranquillità. Nella gestione della quotidianità ci aiutano anche i parenti e gli amici che in queste settimane ci stanno portato la spesa lasciandola dietro la porta

Una vita di sacrifici, si risparmia su tutto per mangiare in dieci (spendono circa 100 euro ogni 3 giorni per il cibo). 

"Ma i sacrifici sono ben ricambiati dalla felicità di stare insieme".

Fonte: La Repubblica →
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