Martedì, 18 Maggio 2021
Il gesto / Massa-Carrara

Il 91enne che vuole cedere il suo vaccino antiCovid alla madre di un disabile: “Più utile a lei che a me”

La donna aveva lanciato un appello per chiedere di inserire i genitori di persone con disabilità tra le priorità nell’elenco della vaccinazione. Il gesto di solidarietà del signor Giovanni

Cinzia, madre di un ragazzo di 22 anni con gravi disabilità al quale i medici hanno sconsigliato di fare il vaccino, nei giorni scorsi ha lanciato un appello per chiedere che i genitori delle persone con disabilità siano inserite tra le priorità nell’elenco delle vaccinazione. Suo figlio non può essere vaccinato, ma per lei, che deve proteggere lui, per il momento non è prevista vaccinazione.

Il suo appello da Massa Carrara è stato pubblicato sul quotidiano toscano La Nazione e alla redazione del giornale è arrivata una telefonata inaspettata, quella del signor Giovanni, che a 91 anni vuole cedere il suo vaccino a Cinzia. “Vaccinate lei. È una mamma con un bambino disabile, lei davvero non può ammalarsi, e non può permettersi di portare il virus in casa. Io ho 91 anni, credo proprio di essere meno utile”, ha detto il signor Giovanni, con la voce rotta. 

Non lascia neppure spazio a un no. Che arriverà, quasi certamente, dall’autorità sanitaria perché sarebbe troppo rischioso aprire le porte a uno scambio di priorità che rischierebbe di trasformarsi in un precedente, un via libera al baratto. Ma se all’appello Giovanni ha risposto, e subito, offrendo l’immunità garantita in cambio di un rischio per la sua vita, la risposta non è arrivata dalla stessa autorità sanitaria che a lui gli dirà no

Giovanni, il 91enne che vuole cedere il suo vaccino alla mamma di un figlio disabile

Giovanni, che non vuole farsi pubblicità, ha detto di averlo fatto in ricordo della madre di suoi figli, che oggi non c’è più: “Lo faccio per lei, è stata una mamma meravigliosa, ha fatto onore alla maternità”. Insiste affinché Cinzia si presenti al suo posto quando lui dovrà fare il vaccino il prossimo giovedì, per ricevere l’iniezione. “Il vaccino credo sia più utile a Cinzia che a me - ha detto - Se necessario la accompagnerò. Deve essere vaccinata lei al mio posto”. 

Quando ha saputo della proposta di Giovanni, Cinzia è rimasta senza fiato: “Ho avuto un tuffo al cuore. Una emozione fortissima Grazie”. 

Bisognerà aspettare meno di una settimana per sapere se il gesto spontaneo di Giovanni inserirà un’eccezione negli algoritmi della burocrazia, se farà ripensare con un po’ più di attenzione ai tanti appelli arrivati dalle associazioni che provano a colmare la distanza tra burocrazia e fragilità. Appelli che non mancano mai di ottenere promesse, ma di rado ottengono gesti concreti. Come quello di Giovanni.

Fonte: La Nazione →
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