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Venerdì, 3 Dicembre 2021

Addio via dei Fori Imperiali: sarà abbattuta la strada voluta da Mussolini

Gli studiosi valuteranno in che modo si può arrivare all'abbattimento di quella linea di asfalto e sampietrini che copre i resti dell'antica Roma

Abbattere via dei Fori Imperiali? Una prospettiva oggi sempre più concreta.

Il ministro Bray varerà due commissioni per rimuovere il vincolo del 2002. Gli studiosi valuteranno in che modo si può arrivare all'abbattimento, completo o solo parziale, di quella linea di asfalto e sampietrini che copre i resti dell'antica Roma. "Quel rettifilo si può demolire" dicono gli esperti.

Carlo Alberto Bucci su Repubblica scrive che un gruppo di esperti e giuristi lavorerà per valutare in che modo arrivare all'abbattimento vero e proprio, completo o solo parziale.

Via dei Fori Imperiali ha meno di un secolo di storia nel suo "formato" attuale. Fu voluta da Mussolini che spianò 5000 vani e 6 chiese del quartiere Alessandrino per far sì che le sue legioni sfilassero da palazzo Venezia al Colosseo. Il ministro dei Beni culturali Massimo Bray si appresta a nominare due commissioni che si occuperanno solo di questo tema.

E potrebbe essere un punto di svolta nella lunga storia dei contrasti che, da almeno 35 anni, ci sono intorno all'idea di rimuovere il rettifilo sopraelevato che spacca in due i Fori di Cesare, di Augusto, di Vespasiano.

Bray con il suo staff sta lavorando alla composizione di una commissione di tre esperti, il cui compito sarà quello di trovare il modo di rimuovere il vincolo posto nel 2002 dall'allora soprintendente statale ai Beni architettonici, Ruggero Martines. L'obiettivo è ambizioso e allo stesso tempo affascinante come non mai: "Permettere - scrive Bucci - agli archeologi di completare gli scavi nel terrapieno che sostiene la strada. E di riunificare così i Fori spaccati in due".

E' da decenni che si parla di smantellare via dei Fori Imperiali.

Esperti di mobilità erano del resto stati chiamati a collaborare al "Progetto Fori" che, messo a punto a partire dal 1978 dall'allora soprintendente archeologo Adriano La Regina, e formato da Leonardo Benevolo e da Vittorio Gregotti, prevedeva, tra l'altro, lo smantella¬mento di via dei Fori e anche degli altri percorsi posticci che interessano i 250 ettari dell'area archeologica. Con la morte nel 1981 del sindaco Luigi Petroselli, quel piano di riassetto della città antica finì su un binario morto.

Fonte: Repubblica →
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