Domenica, 25 Luglio 2021

Sanità, riforma in arrivo: addio ai ticket?

Allo studie ipotesi per l'abolizione della tassa sulla salute. L'idea, scrive il Corriere della Sera, è far pagare un po' di più i ricchi così da garantire l'assistenza sanitaria ai redditi più bassi

Potrebbe presto arrivare un giro di vite per quanto riguarda l'assistenza sanitaria e i ticket. Il meccanismo introdotto nel 1982 dal governo de Mita per garantire la compartecipazione dei cittadini alla spesa pubblica sanitaria che in quegli anni stava implodendo, sarà oggetto di un incontro tra le Regioni e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Si tratta di un gettito annuale di circa 3 miliardi di euro sugli oltre 113 miliardi del fondo sanitario nazionale, ed è una tassa gestita in autonomia dalle Regioni.

Diverse gli argomenti sul tavolo, uno in particolare più importante degli altri: l'ipotesi di revisione delle sogli di esenzione, che potrebbero modificare la platea dei beneficiari. L'idea del ministro Lorenzin, scrive il Corriere della Sera, è quella di abolire i ticket, considerato che ormai il sistema è tornato in equilibrio e che la tassa sulla salute "sta diventando un ostacolo insormontabile per l'accesso alle cure delle categorie più deboli della popolazione". Si tratta di un gettito annuale di circa 3 miliardi di euro sugli oltre 113 miliardi del fondo sanitario nazionale, ed è una tassa gestita in autonomia dalle Regioni. Un'idea che sembra riscuotere il consenso di governatori regionali, che però chiedono misure "compensative" per evitare aggravi di spesa a loro carico. 

Allo studio anche una modifica del sistema delle detrazioni fiscali per farmaci e spese mediche, scrive il Corriere. Oggi tutti i contribuenti possono detrarre dalle imposte versate il 19% di queste spese. L'idea è di modificare le aliquote in funzione del reddito personale, annullando la detrazione per i redditi oltre una certa soglia. Dai soldi risparmiati grazie a questa operazione arriverebbero le coperture necessarie per l'eliminazione dei ticket. Si tratta però di un'ipotesi complessa. Più fattibile forse quella di una "franchigia" in base al reddito, superata la quale le prestazioni eccedenti sarebbero a pagamento. 

Un'altra delle ipotesi allo studio è la revisione delle soglie di esenzione, spostandole verso le fasce più deboli, come i poveri e gli anzini. Ad oggi sono esentati dal ticket su pronto soccorso e prestazioni specialistiche gli over 65 con un reddito superiore a 35mila euro (che potrebbe essere ridotto), i disoccupati e loro familiari a carico con un reddito non superiore a 8.500 euro (che potrebbe essere aumentato), i titolari di pensione sociale e i pensionati al minimo oltre i 60 anni.

C'è anche chi pensa a una revisione completa della spesa sanitaria per finanziare l'eliminazione del ticket. Ne sarebbero incaricate le singole Regioni, spiega il Corriere, che già amministrano da sole il ticket sulla spesa farmaceutica, sulle prestazioni specialistiche e sull'accesso al pronto soccorso. Rimane però il problema della disperarità (32 euro l’anno di media a testa in Veneto e appena 8,2 euro in Sicilia)
 

Fonte: Corriere della Sera →
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