Mercoledì, 23 Giugno 2021
Il racconto / Venezia

Storia di Teresa, adottata da bambina, che ha scoperto grazie a Facebook di avere una sorella

Cresciuta con quelli che credeva i suoi genitori - un padre amorevole ma una madre distante e con la quale ha avuto un rapporto turbolento - alla fine ha scoperto la verità e ha cercato in tutti i modi di risalire alla sua famiglia biologica: oggi ha ritrovato Marisa

Teresa e Marisa (foto VeneziaToday)

Riunita alla sua famiglia biologica grazie a un gruppo Facebook. È la storia di Teresa, una donna di 57 anni che vive a Portogruaro, e che solo da adulta ha scoperto di essere stata adottata. Per anni ha provato a rintracciare la sua famiglia, e alla fine grazie ai social ci è riuscita, anche se il Covid per il momento le ha impedito di riabbracciarla.

VeneziaToday ha raccontato la sua storia, che inizia a Milano nei primi anni Sessanta. Della sua prima infanzia Teresa ha ricordi vaghissimi, solo qualche frammento. Da bambina cresce circondata dall’amore di papà Attilio, dal quale si è sempre sentita voluta, ma non da quello della madre: un rapporto, il loro, caratterizzato da tensioni continue, silenzi e porte in faccia. Intorno ai vent’anni Teresa conosce Luciano e dopo un fidanzamento lampo decidono di sposarsi. La richiesta dei documenti anagrafici per le pubblicazioni scatena la reazione della madre di Teresa, che si impone con la figlia affinché sia lei stessa ad occuparsi della richiesta in Municipio: il timore era che la ragazza potesse trovarsi di fronte a quei documenti che avrebbero potuto far emergere una realtà scomoda. Quando Teresa e Luciano prendono in affitto un appartamento, durante il trasloco l’uomo trova in un vecchio mobile un certificato scritto dal suocero e scopre così che la moglie è stata adottata, ma decide di non dirle niente. Passano gli anni e nel frattempo i due si trasferiscono per lavoro da Milano fino alla provincia di Spilimbergo, in Friuli.

Teresa scopre la sua famiglia biologica grazie ai social

Durante una discussione con Luciano, Teresa scopre alla fine la verità: Attilio e sua moglie non sono i suoi genitori. La conferma arriva quando lei scrive alla Procura di Milano, chiedendo copia dei suoi documenti di nascita. Da quel momento, senza rivelare a quelli che aveva creduto essere i suoi genitori di aver scoperto la verità, Teresa inizia a cercare la sua famiglia biologica. Chiede aiuto anche alla trasmissione “C’è posta per te”, ma non viene ricontattata. Alla fine scopre l’esistenza su Facebook di un gruppo che raccoglie molti utenti che hanno un vissuto simile al suo e che cercano di risalire alle proprie origini. Il suo appello inizia a girare a gennaio viene contattata da una donna che scopre essere la nuova della sorella che non sapeva di avere.

Teresa infatti ha una sorella, Marisa, che vive in Umbria: è tutto quello che rimane della sua famiglia, poiché sono morti sia papà Luigi e mamma Giuseppina sia i fratelli Walter e Luciana. Marisa, a differenza di Teresa, sapeva di avere una sorella ma non sapeva dove cercarla. Alla fine le due donne sono entrate in contatto, anche se per il momento solo virtualmente: a separarle, oltre alla distanza, c’è anche l’emergenza sanitaria in Italia, che limita gli spostamenti tra regioni. Il 15 febbraio avevano previsto di incontrarsi finalmente di persona ma, con l’Umbria in zona rossa, sono state costrette a rimandare. Per il momento però ci sono il telefono e le videochiamate, che stanno permettendo alle due sorelle che non sono sono mai incontrate di conoscersi e scoprire quanto hanno in comune, in attesa di potersi finalmente abbracciare. 

Fonte: VeneziaToday →
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