Venerdì, 4 Dicembre 2020
Afghanistan

''È morto il leader di al-Qaeda'': giallo su Al-Zawahiri, il successore di Bin Laden

Secondo i media arabi, il medico egiziano alla guida del gruppo terroristico, sarebbe deceduto in Afghanistan per problemi respiratori. Manca tuttavia la conferma ufficiale e non c'è ancora chiarezza sulla data precisa

Ayman Al-Zawahiri in una delle sue ultime apparizioni (FOTO ANSA)

Ayman Al-Zawahiri, divenuto il numero uno di al-Qaeda dopo la morte di Osama Bin Laden, sarebbe deceduto, secondo quanto riporta Arab News, a causa dell'asma. La versione pakistana del quotidiano, che cita fonti della sicurezza afghane e pakistane, riferisce che il medico egiziano, sarebbe morto una settimana fa a Ghazni, in Afghanistan, per ''problemi respiratori'' e complicanze dell'asma di cui soffriva, per le quali non ha ricevuto cure adeguate. 

Al-Zawahiri è morto? Giallo sulle date

Una fonte della sicurezza pakistana delle zone tribali vicine al confine con l'Afghanistan ha detto di essere ''certo che sia morto per cause naturali''. Un'altra fonte della sicurezza pakistana impegnata in operazioni dell'antiterrorismo ha riferito ad Arab News che al-Zawahiri è deceduto circa un mese fa.

Una fonte di al-Qaeda in Afghanistan ha dichiarato che il leader dell'organizzazione è morto all'inizio di novembre e che la cerimonia funebre si è già svolta. ''Quello che sappiamo è che aveva qualche problema respiratorio e che è morto da qualche parte in Afghanistan'', ha aggiunto.

Al momento manca ancora la conferma ufficiale del decesso, sia da agenzia di sicurezza, sia dalla stessa al-Qaeda, ma Rita Katz, responsabile di Site, la scorsa settimana aveva definito la notizia della morte di al-Zawahiri come ''molto plausibile''. ''E' tipico, da parte di al-Qaeda, non pubblicizzare le notizie della morte dei suoi leader in modo rapido'', ha spiegato.

Anche Hassan Hassan, direttore del Center for Global Policy con sede negli Stati Uniti, ha affermato che al-Zawahiri è morto un mese fa per cause naturali. Tuttavia non è la prima volta che sono circolate notizie sulla morte del leader di al-Qaeda, così come sono molte le notizie diffuse sul suo stato di salute precario.

Al-Zawahiri, il suo vice ucciso ad agosto

 La notizia della morte del leader di al Qaeda, Ayman Al-Zawahiri, arriva meno di una settimana dopo le rivelazioni sull'uccisione in agosto del suo vice, Abu Muhammad al Masri. Secondo quanto scritto dal New York Times il 14 novembre, Al Masri è stato ucciso a Teheran da agenti israeliani grazie ad informazioni ricevute dagli Stati Uniti. Al Masri aveva 58 anni ed era considerato il più probabile successore di al Zawahiri. L'esecuzione è avvenuta il 7 agosto, anniversario degli attacchi terroristici del 1998 contro le ambasciate americane in Kenia e Tanzania, che causarono 224 morti. Al Masri era considerato la mente di quei due attacchi, così come dell'attentato contro un resort di Mombasa che nel novembre 2020 costò la vita a 13 persone, fra cui dei turisti israeliani.

Al-Masri era al volante della sua auto vicino la sua casa a Teheran, quando è stato ucciso da colpi d'arma da fuoco sparati da una moto, una modalità già usata in passato da agenti israeliani per colpire scienziati iraniani. Con lui è morta anche la figlia Miriam, vedova di Hamza, uno dei figli di Osama bin Laden. Allora le autorità iraniane dissero che erano stati uccisi un professore di storia libanese, Habib Daoud, con la figlia Maryam. Ma i due non sarebbero mai esistiti. Secondo le fonti del New York Times, Daoud era il nome di copertura di al Masri, che era sotto la "custodia" degli iraniani dal 2003 e viveva a Teheran dal 2005.

La presenza di al Masri a Teheran potrebbe stupire dato che l'Iran è un paese sciita, ostile ad al Qaeda in quanto formazione sunnita. Tuttavia si ritiene che Teheran tenga sotto controllo alcuni esponenti del gruppo terrorista per evitare attacchi contro i propri interessi, lasciandoli liberi di agire contro i nemici americani. Al Masri sarebbe stato protetto dalle guardie della rivoluzione iraniane e libero anche di viaggiare all'estero. L'Iran ha smentito la ricostruzione del New York Times, mentre Israele e Stati Uniti non hanno fatto commenti, né vi sono state conferme di al Qaeda. Non è chiaro se l'esecuzione sia stata compiuta direttamente da agenti del Mossad o da stranieri collegati al servizio israeliano. Più o meno nello stesso periodo vi sono state una serie di misteriose esplosioni in impianti strategici iraniani: la centrale nucleare di Natanz, una centrale elettrica, un gasdotto e il complesso militare di Parchin, vicino Teheran.

Fonte: Arab News →
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