Martedì, 27 Luglio 2021

Investita e uccisa in viaggio di nozze, la famiglia: "Vogliamo solo giustizia"

A Los Angeles si celebra il processo contro l'uomo accusato di aver investito Alice Gruppioni sul lungomare di Venice Beach. Secondo il procuratore distrettuale, l'uomo avrebbe voluto investire uno spacciatore che aveva truffato un suo amico di 35 dollari

LOS ANGELES -  Entra nel vivo il processo a Los Angeles per la morte di Alice Gruppioni, la 32enne dirigente del gruppo Sira di Pianoro uccisa il 3 agosto 2013 da un pirata della strada sul lungomare di Venice Beach, dove si trovava in luna di miele insieme al marito Christian Casadei.

Sul banco degli imputati siede Nathan Campbell, 39 anni, il quale si è dichiarato innocente dall’accusa di omicidio. Durante una delle prime udienze, alcuni testimoni hanno affermato di aver visto l’auto di Campbell piombare a folle velocità in mezzo alla gente. Il suo avvocato sostiene però che si sia trattato di un tragico incidente: Campbell aveva acquistato da poco il suo Dodge Avenger e avrebbe avuto problemi con il cambio.

Ma c’è dell’altro. Il vice procuratore distrettuale Victor Avila ha detto che Campbell era furioso perché credeva che uno spacciatore avesse truffato un suo amico per 35 dollari e uno dei testimoni ha dichiarato di aver sentito Campbell minacciare di investirlo. Nella sua corsa, l’auto falciò invece Alice Gruppioni e ferì altre 17 persone. Campbell fuggì dal luogo dell’incidente, per poi presentarsi qualche ora dopo al dipartimento di polizia di Santa Monica. Nella sua dichiarazione a inizio processo, Avila ha dichiarato di essere in possesso delle prove necessarie per inchiodare Nathan Campbell.

Christian Casadei ha testimoniato nel processo. Raggiunta dal Resto del Carlino, la zia di Alice Gruppioni, Katia, ha dichiarato: “Vogliamo solo giustizia”.  

Fonte: Il Resto del Carlino →
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