Mercoledì, 12 Maggio 2021
La violenza / Regno Unito

L'allenatore di calcio torturato per 48 ore prima di essere salvato

Hanno usato vari tipi di armi per le violenze. Gli hanno anche scritto pedofilo sulla schiena. La sua colpa però era stata aiutare una delle componenti della gang

Ha dovuto subire la furia cieca di quattro persone che l'hanno torturato per ore senza alcun motivo. Protagonista suo malgrado di questa esperienza tremenda è stato Jordan Storey, un allenatore di calcio rapito e torturato da una banda di tossicodipendenti arrestati tutti ieri. Il racconto che ha fatto agli investigatori di ciò che ha dovuto subire è stato a dir poco agghiacciante. L'uomo è stato legato a una sedia e tenuto lì per ore durante le quali è stato inflitto al suo corpo ogni tipo di tortura. Gli hanno ustionato i piedi, le mani e i capelli. Gli hanno strappato i denti con delle pinze. Gli hanno inferto dei tagli sulla pelle con coltelli e addirittura un'ascia. Infine hanno tatuato sulla sua schiena la scritta “nonse” commettendo anche un errore di ortografia perché in realtà avrebbero voluto scrivere “nonce”, cioè pedofilo.

Gli autori del gesto 

Per le torture inferte hanno utilizzato vari tipi di armi: un'ascia, una mazza, un coltello, una catena per cani e un manubrio. È un miracolo che l'uomo sia ancora vivo e possa raccontare tutto dal letto d'ospedale dove è ricoverato. Ha ustioni, tagli e lesioni lungo tutto il corpo. Dopo aver dato loro la caccia, la polizia ha stretto le manette ai polsi a quattro autori delle torture. Sono Jamie Barker, Lewis Herman, Rebecca McNally e Chelsea Wilson-Ford. Hanno tenuto in ostaggio la vittima 28enne per circa due giorni. In un primo momento avevano pensato di ucciderlo e gettare il corpo su una spiaggia di Whitley Bay, cittadina inglese dove si sono verificati i fatti. Poi hanno pensato di incastrarlo dichiarando che aveva violentato una delle assalitrici, McNally.

Le torture riprese in un video 

Infine hanno commesso l'errore più grave che potessero fare: hanno ripreso i momenti della tortura con un cellulare. A farlo è stato Barker mentre Herman ha pubblicato tutto sui social. Almeno dieci persone, che avevano visto il video su Facebook, hanno avvertito la polizia che ha messo fine alle torture. Quando gli agenti sono entrati in casa hanno trovato la vittima stesa su un materasso. Aveva un'insufficienza renale in corso e la sua pelle era diventata già di colore giallo. Aveva costole, naso e un alluce rotto e decine di ferite lungo il corpo. Il video rappresenta una prova schiacciante ai danni dei quattro aggressori.

L'aggressione 

Tutto è cominciato il 17 febbraio quando la vittima è stata chiamata a casa di Wilson-Ford. La conosceva da dieci anni e la donna gli aveva chiesto aiuto dicendo che il partner, Barker, l'aveva aggredita. Storey è intervenuto insieme a un amico per fermarlo ed è venuto alle mani con l'aggressore. Dopo è rimasto in casa per proteggere la donna. Dopo qualche giorno, il 21 febbraio, si è recato di nuovo nell'appartamento dell'amica per sapere come stava ma lì ha trovato lei insieme ad altre tre persone intente a bere e drogarsi con l'Mdma. In quel momento è stato bloccato e sono cominciate le violenze inaudite. L'errore di pubblicare le immagini sui social ha salvato la vita alla vittima grazie all'intervento della polizia. Sul cellulare di Barker sono state trovate anche delle foto scattate al 28enne torturato.

Fonte: Mirror →
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