Lunedì, 8 Marzo 2021
Parola agli esperti

Evitare il lockdown totale è ancora possibile (forse)

Elisa Vicenzi, direttore dell’Unità Patogenesi virale al San Raffaele: "La chiave è eliminare le occasioni di superdiffusione". Il coprifuoco alle 18 "potrebbe servire per salvaguardare scuola e lavoro, basta che poi non si facciano cene e feste in casa"

Foto: Ansa

Elisa Vicenzi è direttore dell’Unità Patogenesi virale e biosicurezza al San Raffaele di Milano. I virus li studia da una vita, è stata infatti la prima in Italia a isolare quella della Sars a inizio millennio. Intervistata da Francesco Rigatelli sulla Stampa, analizza la situazione attuale e prova a ragionare sul futuro che ci attende, a breve e a lungo termine: "La seconda ondata poteva essere evitata con un’estate più prudente. Ora non so se siamo ancora in tempo per questo o saremo costretti alla chiusura totale, ma per prevenire una terza o quarta ondata dovremo organizzarci meglio altrimenti vivremo un lockdown dopo l’altro".

Il lockdown non è inevitabile (forse)

Il punto sembra essere proprio questo: un nuovo lockdown, possibile se non probabile nelle prossime settimane, non sarebbe risolutivo. Il virus non scomparirà dalla faccia della terra in tempi brevi, e un vaccino "per tutti" non è una questione di settimane. Secondo Vicenzi la seconda ondata è preoccupante quanto la prima "perché si diffonde rapidamente producendo una malattia sostanzialmente uguale. L’unico aspetto positivo è che, pur senza una cura precisa, abbiamo imparato a gestire meglio i pazienti".

Gli effetti del lockdown lungo e dell’estate all’aria aperta hanno aiutato l'Italia negli scorsi mesi E adesso? Meglio lockdown locali o nazionale? Ecco cosa dice Vicenzi:

"È chiaro che più si chiude più si diminuiscono i rischi di contagio, ma forse ci possono essere ancora delle alternative al lockdown totale. Penso che la chiave stia nell’eliminare il più possibile le occasioni di superdiffusione". Il coprifuoco alle 18 "potrebbe servire per salvaguardare scuola e lavoro, basta che poi non si facciano cene e feste in casa".

Più che le scuole in presenza, le lezioni vere e proprie, sono un problema secondo l'esperta gli assembramenti prima e dopo, e anche i trasporti pubblici dove mantenere il distanziamento è complesso. In caso di lockdown, potrebbe forse volerci meno tempo che in primavera per far calare la curva dei contagi, ma Vicenzi avverte: su tracciamento e test salivari rapidi "bisogna attrezzarsi in fretta altrimenti rischiamo un lockdown dopo l’altro". 

"Le misure prese con il Dpcm della scorsa domenica, cominceremo a vederli dal 9-10 di novembre e compiutamente l'impatto si avrà una settimana dopo. Questo è un dato cruciale" ha detto domenica sera il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli.

Evitare il lockdown? Forse non è tutto già scritto. La crescita dei ricoveri è più lineare, meno esponenziale di prima. La proiezione raddoppiava il numero dei ricoveri ogni settimana, a volte già ogni 5 giorni. Ora raddoppia più lentamente. Antonio Pesenti, direttore del dipartimento delle Rianimazioni del Policlinico di Milano e coordinatore terapie intensive nell'unità di crisi della Regione Lombardia, l'ha messo in chiaro: il lockdown resta "la misura più brutale e più semplice perché è la più diretta e trasversale". 

Cos'è questa storia del lockdown degli anziani (e perché è sbagliata) 

Fonte: La Stampa →
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