La vicina di casa del virologo Crisanti: "Gli lascio la cena davanti alla porta, ci ha salvato"

A ringraziarla era stato lo stesso professore durante una cerimonia pubblica. "Lo sentivo uscire di casa alle 7 del mattino e rientrare tutte le sere così tardi. E ho pensato subito al fatto che fosse da solo, con la moglie e il figlio ancora a Londra", ha raccontato la donna al CorSera

Durante la cerimonia di consegna in suo onore del "Sigillo della città" a Padova, il virologo Andrea Cristanti aveva voluto dedicare un "pensiero speciale" alla signora Cristina, la sua vicina di casa, "che quando rientravo dall'ospedale spesso mi ha fatto trovare qualcosa da mangiare accanto alla porta e devo dire cose anche molto buone". Crisanti, referente sanitario per la Regione Veneto durante l'emergenza sanitaria legata al coroanvirus, è arrivato a Padova lo scorso ottobre dall'Imperial College di Londra.

"Lo sentivo uscire di casa alle 7 del mattino e rientrare tutte le sere così tardi. E ho pensato subito al fatto che fosse da solo, con la moglie e il figlio ancora a Londra", ha raccontato la signora Cristina al Corriere della Sera, stupita dall'inattesa citazione.

"Lui è un tale lavoratore, sempre discretissimo e timido. Così all'inizio ho cominciato preparando una torta per me e una per lui; poi ho continuato cucinandogli solo per lui una torta salata. E quindi sono andata avanti ancora con crepes, dolci e budini. E non sapendo mai a che ora, più o meno, rientrasse, ho deciso che gli avrei lasciato le mie ricette direttamente sulla cassapanca davanti all'uscio, perché siamo proprio dirimpettai", ha aggiunto la signora. Per ringraziarla, il dottor Crisanti a Pasqua le ha fatto avere "una bellissima scatola di ovetti di cioccolata", un gesto "davvero affettuoso", ha commentato la signora Cristina. 

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"Sapevo che fosse un virologo importante - ha detto la donna - ma niente di più. Ho appreso soltanto dai giornali, come tutti, il valore di quello che il professore aveva fatto prima a Vo’, con la decisione di fare i tamponi a tutto il paese e quindi a Padova, blindando l’ospedale che altrimenti si sarebbe trasformato in un terribile focolaio. Azioni che si sono rivelate determinanti per tutto il Veneto e non solo. Ci ha salvati".

Fonte: Corriere della Sera →

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