Venerdì, 4 Dicembre 2020

Andrea e Dario, la coppia omosessuale con tre bambini citata dal Papa sulle unione civili

Nel documentario in cui si dice favorevole alle unioni civili per i gay, Bergoglio fa riferimento alla loro storia. Nel 2015 Andrea Rubera gli scrisse una lettera per chiedergli aiuto su come poter far vivere serenamente ai figli la vita della parrocchia

Andrea Rubera e Dario De Gregori sono sposati e genitori di tre bambini nati in Canada tramite maternità surrogata. Nel 2015 Rubera scrisse una lettera a Papa Francesco nella quale spiegava al pontefice di voler crescere i figli nella fede cattolica ma temeva potessero incontrare difficoltà e imbarazzi in parrocchia.

Dopo aver ricevuto la lettera, Bergoglio aveva chiamato Rubera al telefono invitandolo a mandare i figli in parrocchia. Proprio a questa vicenda ha fatto riferimento Bergoglio nel documentario “Francesco” di Evgeny Afineevsky, nel quale il pontefice a un certo punto dichiara che “gli omosessuali hanno diritto di essere una famiglia. Sono figlio di Dio e hanno il diritto a una famiglia. Nessuno deve essersene escluso”. La coppia citata nel documentario sono proprio Andrea Rubera e Dario De Gregori. Nel film Rubera racconta la telefonata con il papa e come i figli abbiano iniziato a frequentare effettivamente la parrocchia.

Andrea Rubera e la lettera a papa Francesco: "Mi disse: 'Sarà accolto e andrà tutto bene'"

Andrea Rubera è portavoce di Cammini di Speranza, un associazione che riunisce i gruppi di cattolici lgbt, posti di fronte alla scelta: rinunciare a vivere la propria sessualità oppure rinunciare alla possibilità di far parte della Chiesa. “La sua telefonata è andata dritta al punto”, racconta ora Rubera al Corriere della Sera ricordando quando ha parlato con Papa Francesco. “‘Ho letto la sua lettera e volevo capire bene qual è il problema. Non è stato accolto?’, mi ha detto. Gli ho spiegato che non ci avevo neanche provato”.

Dopo aver ascoltato Rubera e i suoi timori, il papa lo incoraggiò a presentarsi al suo parrocco, “perché era giusto per me, per i miei figli e per la Chiesa tutta che potessero partecipare a una vita comunitaria di fede. Mi ha colpito perché dal Papa mi aspettavo una benedizione, in astratto, e invece si sentiva l’approccio pastorale, che voleva trovare una soluzione per fare il bene dei bambini. ‘Vedrà che troverà accoglienza e andrà bene!’, aggiunse”.

Oggi i tre figli di Rubera e De Gregori frequentano regolarmente la loro parrocchia di Roma Nord e la più grande è anche iscritta agli scout. “Non ci sono mai state difficoltà di nessun tipo”, spiega Rubera. Negli ultimi anni diverse parrocchie si sono aperte a persone lgbt, anche quelle con partner e figli. “Ancora non è automatico, non avviene in tutte le situazioni. E non c’è una formazione complessiva per accogliere le persone gay da quando sono adolescenti a quando mettono su famiglia. Ma ci sono sempre più sacerdoti impegnati nella pastorale per le periferie esistenziali”, ammette Rubera, ricordando in questo anche l’impegno di associazioni come la sua.

Papa Francesco e il film in cui apre alle unioni civili gay 

Fonte: Corriere della Sera →
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