Martedì, 22 Giugno 2021

Andrea, suicida per il bullismo dei colleghi : "Foto normali, nulla di crudele"

Il titolare della carrozzeria dove lavorava il giovane si difende: "Erano solo un paio di foto, del tutto innocenti". Ma il papà di Andrea racconta un'altra storia

"Erano solo un paio di foto, del tutto innocenti, non ci ho visto assolutamente nulla di crudele". Si difende così Luca Giolitto, il titolare della carrozzeria dove lavorava Andrea Natali, il 26enne di Borgo d'Ale (Vercelli) che si è tolto la vita per il bullismo dei colleghi. 

Intervistato dal Corriere della Sera, il collega del giovane respinge le accuse: "Anch'io sono stato sentito dalla Polizia postale l'anno scorso. Mi erano state mostrate solo due foto; nella prima c'era Andrea seduto su un cassonetto dell’immondizia, nella seconda era ritratto su uno dei carrelli dell'officina. Due pose per me del tutto normali come ne scattavamo tante qui in carrozzeria. Non ci ho visto nulla di male; Andrea era un carattere molto timido ma mai avremmo pensato che potesse rimanere ferito da quelle foto". 

Il padre di Andrea però racconta un'altra storia: "Non ci credo. La polizia mi ha detto che non poteva farmi vedere quelle immagini, tanto erano crudeli" ribadisce Federico Natali.

Intanto la procura di Vercelli ha aperto un nuovo fascicolo, dopo che per il primo, aperto dopo la denuncia del ragazzo era stata chiesta l'archiviazione. Per il procuratore Paolo Tamponi "si tratterà di stabilire se esiste davvero un nesso tra la diffusione di quelle immagini su Facebook e YouTube e la morte del giovane". 

Poi aggiunge:  

"Per la denuncia precedente, quella legata solo ai presunti episodi di bullismo e per i quali era indagato un collega della vittima, il mio ufficio aveva chiesto l'archiviazione delle accuse". 
 

Fonte: Corriere della Sera →
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