Mercoledì, 3 Marzo 2021
lo studio

È più protetto dal Covid chi è guarito o chi riceverà il vaccino?

L'immunologo Antonio Bertoletti: "Il sistema immunitario durante un’infezione naturale produce anticorpi contro più porzioni del virus. Nel caso del coronavirus, riconosce la spike, la punta della corona, ma anche altre proteine. I vaccini invece prendono di mira solo la spike". L’incontro con Sars-Cov-2 resta impresso nelle cellule T

Foto di repertorio (Ansa)

L'immunologo cremonese Antonio Bertoletti insegna alla Duke University di Singapore. Ha fatto una ricerca sui contagi tra i giovani manovali, e sono emersi dati sorprendenti. E' intervistato oggi da Repubblica, e racconta i risultati dello studio relativo al contagio e soprattutto all'immunità  tra i muratori che vivono nei dormitori affollati delle periferie di Singapore. Il sistema immunitario ha forse una memoria migliore di quanto si pensasse fino a pochi mesi fa.

Covid: anche gli asintomatici sviluppano anticorpi?

L’incontro con Sars-Cov-2 resta impresso nelle cellule T anche negli asintomatici. Sarebbe un passo avanti molto importante nella ricerca sul virus. Infatti fino a oggi si riteneva che solo in caso di sintomi il Covid lasciasse anticorpi e protezione. Forse non è così.

Nei dormitori dei lavoratori, spiega "si annidano dei focolai e molti, giovani e in salute, sono asintomatici. Abbiamo trovato 85 positivi senza segni di Covid. La loro risposta immunitaria era stata esemplare".

"Sapevamo da studi precedenti che negli asintomatici non restano anticorpi. In compenso abbiamo trovato altri attori del sistema immunitario, le cellule T, in quantità simili ai sintomatici".

Cellule T significa immunità? Non vi è certezza, la scienza richiede tempo e conferme: "I nostri volontari avevano infezioni vecchie di 3 o 4 mesi. A luglio abbiamo pubblicato su Nature uno studio in cui ne trovavamo anche fra i guariti della prima Sars, 17 anni fa". Bertoletti parlando con il quotidiano romano risponde anche a un'altra domanda molto interessante: è più protetto chi è guarito o chi riceverà il vaccino?

"Il sistema immunitario durante un’infezione naturale produce anticorpi contro più porzioni del virus. Nel caso del coronavirus, riconosce la spike, la punta della corona, ma anche altre proteine. I vaccini invece prendono di mira solo la spike. Ma questo non vuol dire che il vaccino non funzioni. I dati preliminari sono incoraggianti".

Il ruolo dei linfociti T contro il virus

Anche secondo un'altra recente ricerca si fa strada l'ipotesi secondo la quale l'immunità pubblica al Covid-19 è probabilmente superiore a quanto suggeriscono i test sugli anticorpi e questo perché in tanti hanno sviluppato l'immunità dei linfociti T.

Che cosa hanno scoperto? Secondo quanto riportato da uno studio fatto dal Karolinska Institutet e dal Karolinska University Hospital di Stoccolma, un referto di negatività al test degli anticorpi non è detto corrisponda al fatto di non aver contratto il virus soprattutto se si è manifestato in forma lieve o asintomatica. L’aspetto più interessante emerso è che non erano solo gli individui con Covid verificato a mostrare l'immunità dei linfociti T, ma anche molti dei loro familiari asintomatici esposti. 

I linfociti T sono un tipo di globuli bianchi specializzati nel riconoscimento delle cellule infettate da virus e sono una parte essenziale del sistema immunitario. Entrano in gioco come seconda linea di difesa, come il cuore della risposta adattiva, dopo l’attivazione degli anticorpi che rappresentano solamente una manifestazione della risposta immunitaria. 

Fonte: La Repubblica →
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