Martedì, 15 Giugno 2021

Morto boss della 'ndrangheta, per anni ha preso l’assegno dell'Inps

Il Giornale ricostruisce la storia di Antonio Nirta, uno dei capi della criminalità organizzata calabrese, morto due giorni fa a 96 anni

Oggi Il Giornale ricostruisce la storia di Antonio Nirta, il boss della 'ndrangheta morto due giorni fa, all'età di 96 anni, nella sua casa di Benestare, in provincia di Reggio Calabria.

Nirta fu uno dei nomi di spicco della criminalità organizzata calabrese e ritenuto uno dei capi dell'anonima sequestri. Un boss che "dava del tu a Riina , Provenzano e Cutolo", spiega nel suo articolo Simone Di Meo.

Ma soprattutto Nirta fu un uomo sfuggente, un "fantasma imprendibile" che lo Stato non è mai riuscito ad incastrare: le prove per metterlo in carcere non sono mai arrivate e il boss è morto da uomo libero.

Non solo: perché quello stesso Stato che ha provato fino all’ultimo a condannarlo "gli ha pagato prima lo stipendio da caposquadra forestale e poi l'assegno previdenziale".

Magra consolazione: questa volte niente funerali alla Casamonica visto che il Questore di Reggio ha vietato le esequie pubbliche. 

Fonte: Il Giornale →
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