Lunedì, 1 Marzo 2021
Il caso / Spagna

La donna che muore di Covid e “resuscita” dopo nove giorni

L'85enne Rogelia Blanco era stata dichiarata morta lo scorso 13 gennaio. Ma in realtà era stata vittima di uno scambio di persona

I suoi familiari erano convinti fosse morta di Covid nella casa di cura. Per le rigide procedure, suo marito non aveva nemmeno potuto partecipare al funerale. Quando è tornata nella struttura che la ospitava dopo nove giorni la sua metà è scoppiata in lacrime. Uno strano caso di scambio d'identità aveva gettato nello sconforto la famiglia di Rogelia Blanco, una 85enne che era stata dichiarata morta a Xove nel nord della Spagna. Lo scorso 13 gennaio la casa di cura aveva comunicato il decesso alla famiglia. La donna aveva contratto la Covid e per questo era stata trasferita in un'altra struttura insieme ad altri anziani positivi. Nei giorni successivi ne era stata dichiarata la morte.

Il ritorno nella struttura 

Quando il marito Ramon l'ha vista tornare nella casa di cura dopo nove giorni è scoppiato in lacrime. I due vivono insieme in una residenza per anziani e si erano dovuti dividere a causa del virus. La donna è tornata nella struttura dopo essere guarita ma soprattutto dopo che era stata data ai familiari la tragica notizia. A raccontare la storia è stato il quotidiano “La Voz de Galicia”. Alla base di tutto c'è stato il più classico degli scambi di persona. Come raccontato dalla Fondazione San Rosendo che gestisce la casa di cura, la donna era stata trasferita lo scorso 29 dicembre presso la residenza Os Gozos a Pereiro de Aguiar a 223 chilometri di distanza. È in questa struttura che è avvenuto lo scambio di persona. Con Rogelia era ricoverata nella sua stessa stanza anche un'altra donna. Purtroppo quest'ultima è deceduta durante il periodo di degenza e questo ha dato vita al “malinteso”.

Lo scambio di persona 

Anziché comunicare l'identità della sua compagna di stanza come persona deceduta, la casa di cura ha comunicato quella di Rogelia gettando nello sconforto i suoi familiari. Tutti in famiglia avevano saputo che per la donna non c'era stato nulla da fare. La realtà era che il 13 gennaio, invece, era deceduta la sua compagna di stanza e quando la donna è rientrata nella casa di cura di provenienza in tanti non potevano credere ai loro occhi. Nessuna “resurrezione” ma un errore burocratico che, per quanto drammatico, è frutto di una distrazione umana.

Le scuse della fondazione 

“Tra le persone anziane trasferite c'erano due donne a cui è stata assegnata la stessa stanza. Un errore di identificazione durante il processo di trasferimento da Xove a Pereiro de Aguiar ha portato alla morte di una delle ospiti che è stata certificata il 13 gennaio, anche se l'identità è stata assegnata erroneamente", ha detto la fondazione che si è scusata per l'incidente. “Questo è un evento unico, tra gli oltre 100 trasferimenti che sono stati effettuati dallo scorso dicembre a Os Gozos” ha concluso contrita la fondazione. Gli stessi rappresentanti della struttura hanno avvertito il tribunale locale dell'errore e hanno chiesto l'annullamento dell'atto burocratico.

Fonte: Mirror →
Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La donna che muore di Covid e “resuscita” dopo nove giorni

Today è in caricamento