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Domenica, 16 Gennaio 2022

Arabia Saudita: muore bambino, babysitter viene decapitata

La babysitter, che si è sempre dichiarata innocente riguardo alla morte del bimbo, era minorenne quando accadde la tragedia

La giovane donna dello Sri Lanka giustiziata ieri in Arabia saudita per omicidio era minorenne al momento del reato. Forte lo sdegno espresso dalle principali organizzazioni umanitarie, con Amnesty International che ha accusato Riad di aver violato la Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia e Human Rights Watch (Hrw) che ha invitato le autorità a escludere la pena capitale per i minorenni.

Rizana Nafeek era stata condannata a morte nel 2007 per l'omicidio di un neonato che aveva in cura, avvenuto due anni prima, lo stesso anno del suo arrivo nel Paese. La donna si era sempre difesa sostenendo che la morte per soffocamento fosse stata accidentale, causata dalla sua imperizia come babysitter.
Ma a nulla sono valse le sue dichiarazioni, nè gli appelli lanciati dalle organizzazioni umanitarie e dal governo del suo Paese. Il Presidente dello Sri Lanka, Mahinda Rajapakse, era intervenuto per chiedere nuovamente clemenza anche la scorsa settimana.

Le organizzazioni umanitarie hanno precisato che il passaporto usato dalla donna per entrare nel Paese nel 2005, era stato falsificato, riportando come anno di nascita il 1982, per poter così dimostrare la maggiore età necessaria per trovare lavoro nel Paese. Tuttavia, secondo il certificato di nascita, la donna era nata nel 1988.

"Rizana era anche lei una bambina al momento della morte del nenonato - ha sottolineato Nisha Varia, ricercatriche di Hrw - e non ha avuto un legale per difendersi, nè un interprete che traducesse la sua versione dei fatti.
L'Arabia Saudita dovrebbe riconoscere, come ha fatto il resto del mondo, che nessun imputato minorenne dovrebbe mai essere condannato a morte".

Da parte sua, Amnesty ha sottolineato come "quella di Rizana Nafeek sia la seconda esecuzione del 2013 in Arabia Saudita". Lo scorso anno nel Paese ci sono state almeno 79 esecuzioni, di cui almeno 27 nei confronti di cittadini stranieri. La pena di morte in Arabia Saudita è prevista per un'ampia serie di reati, precisa Amnesty, e negli ultimi anni molte condanne a morte sono state eseguite nei confronti di lavoratori migranti provenienti da paesi poveri.

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