Il turista arrestato per una brutta recensione su Tripadvisor

Wesley Barnes, cittadino statunitense che vive in Thailandia, è nei guai fino al collo. Tutta colpa di una bottiglia di gin comprata fuori dal resort

foto repertorio

Un cittadino statunitense, Wesley Barnes, è nei guai fino al collo dopo aver pubblicato alcune recensioni negative su TripAdvisor. Vive e lavora come insegnante in Thailandia, ed è accusato di aver "danneggiato la reputazione" di un resort e di non aver pagato la sovrattassa prevista per chi consuma all'interno della struttura alcolici acquistati all'esterno.  Dopo essere stato arrestato, è stato rilasciato su cauzione: nella peggiore delle ipotesi ora rischia due anni di detenzione, ha spiegato all'agenzia France Presse Thanapon Taemsara, capo della polizia di Koh Chang, la celebre isola dove si trova l'hotel. 

La recensione su Tripadvisor costa carissima a un turista

I proprietari della struttura hanno deciso di procedere per vie legali perché, dopo aver provato a contattare Barnes senza successo; a quel punto la denuncia è stata a loro giudizio l'unico modo per placare l'uomo, che da settimane continuava a scrivere recensioni negative del resort su TripAdvisor e altri siti. In un recensione dello scorso luglio, il Sea View Resort era accusato di avere un personale "scontroso" che si comporta "come se non volesse nessuno intorno". Nella prima recensione, poi rimossa perché contraria alle linee guida di TripAdvisor, Barnes aveva scritto che il resort "praticava la schiavitu", secondo France24.

L'episodio che ha scatenato la rabbia da recensore di Barnes è risibile: in una sera di inizio estate - racconta il Corriere della Sera, "si siede a tavola con un amico e porta una bottiglia di gin comprata fuori dal resort, le cui regole però lo vietano. Il maitre chiede l’equivalente di una decina di euro per il «diritto di tappo"; scatta una lite e alla fine il maitre decide di non fargli pagare nemmeno il tappo, per farlo smettere di disturbare".

La legge thailandese contro la diffamazione è molto temuta e usata spesso per mettere a tacere cronache o report sulle condizioni di lavoro nel Paese asiatico. Non sarebbe un caso isolato quello di Barnes.

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Il blogger Richard Barrow racconta di un conoscente «arrestato mentre lavorava a scuola e portato direttamente in tribunale per aver postato una recensione da una stella su Google".

"Mio marito Aurelio Visalli mandato solo allo sbaraglio con un salvagente"

Fonte: France 24 →

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