Lunedì, 12 Aprile 2021
La moglie del narcos / Stati Uniti d'America

Il ruolo della moglie di El Chapo nella sua fuga dalla prigione

Emma Coronel Aispuro è accusata di aver fornito ai complici del marito i dettagli per organizzare la fuga dal carcere di Altipiano in Messico nel 2015. Le indicazioni venivano scritte su dei pizzini

Dopo l'arresto di ieri, Emma Coronel Aispuro, moglie del narcos Joaquín "El Chapo" Guzmán, è comparsa per la prima volta questa mattina dinanzi a un giudice. La donna è stata arrestata all'aeroporto di Washington ed è moglie del potente narcotrafficante dal 2007. La 31enne è comparsa in videoconferenza e per lei il giudice ha fissato la custodia cautelare in carcere non fissando alcuna cauzione. Dovrà rimanere dietro le sbarre fino a quando verrà celebrato il processo. Troppo pericolosa per fissare una cauzione. L'accusa principale che le è stata mossa dinanzi al magistrato è stata quella di aver collaborato alla fuga dal carcere del marito nel 2015. Una fuga che è diventata iconica nel mondo criminale.

La fuga dal carcere 

El Chapo scappò attraverso un tunnel scavato a partire dalla sala docce della prigione. Un condotto lungo un miglio che portava fino a un tratto di strada ferrata. Ad attenderlo una moto attrezzata per correre sui binari con la quale si diede alla fuga. Le accuse alla donna erano emerse proprio durante il processo a Guzman che si era tenuto a New York e conclusosi con la condanna all'ergastolo e un decreto di confisca di 12 miliardi di dollari ai danni del narcors. Processo a cui la moglie ha partecipato sostenendo il marito in ogni udienza e negando il suo ruolo di criminale internazionale. Proprio durante quelle udienze, a cui lei assisteva nascosta dietro enormi occhiali da sole, si delineava il suo ruolo nell'organizzazione. L'evasione dal carcere non è l'unica accusa che le viene mossa. Secondo la procura la donna “ha lavorato a stretto contatto con la struttura di comando e controllo dell'organizzazione del traffico di droga nota come cartello di Sinaloa, in particolare con suo marito e di cospirazione per distribuire consapevolmente e intenzionalmente spedizioni di eroina, cocaina, marijuana e metanfetamina”.

L'incontro con El Chapo

La storia con El Chapo è cominciata quando aveva solo 17 anni. Il narcos la scoprì a un concorso di bellezza a Canelas, in Messico. Nonostante fosse nata a Santa Clara, in California, aveva vissuto fino a quel punto della sua vita nelle zone rurali del Messico. Una vita non lontana dal crimine visto che il padre Inés Coronel Barreras è considerato dal Fbi un membro del cartello di Sinaloa con un ruolo di medio livello all'interno dell'organizzazione. A rendere una testimonianza giurata sulla famiglia della donna è stato l'agente speciale Eric McGuire che ha spiegato come la donna “conosce e comprende che il cartello di Sinaloa è il cartello più prolifico del Messico. Coronel era a conoscenza di spedizioni di cocaina di più tonnellate, produzione di eroina di più chilogrammi, spedizioni di marijuana di più tonnellate e spedizioni di metanfetamine di tonnellate” oltre ad aver spiegato di aver avuto una lista di istruzioni scritte da Guzmán e passate dalla donna ai membri dell'organizzazione. Un suo informatore gli aveva passato il manoscritto.

I pizzini passati alla moglie 

In particolare all'interno dei messaggi El Chapo la chiamava come “la madre dei gemelli”. Insieme a Coronel, infatti, El Chapo ha avuto due gemelli di nove anni. “La madre dei gemelli dirà qualcosa a te e ai miei figli. Per favore, stai attento, compagno. Lei spiegherà - diceva in una delle lettere -. La madre dei gemelli porterà un messaggio a tutti voi, in modo che lo vediate tutti personalmente”. I pizzini sarebbero stati portati dalla Coronel che avrebbe avuto un ruolo attivo nel fornire le indicazioni date dal marito dal carcere anche per organizzare la fuga dalla prigione di Altipiano in Messico. In particolare, secondo gli investigatori, li avrebbe dati ai figli di El Chapo, del suo precedente matrimonio, per organizzare la fuga spettacolare. Una fuga organizzata a partire dal 2014 con la creazione di un tunnel all'interno del quale il narcos si orientava seguendo un orologio con Gps.

Fonte: The Guardian →
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