Venerdì, 17 Settembre 2021

L'asilo pubblico (costato caro) non può aprire: il parroco dice "no"

Il caso nel torinese: la legge concede il veto alla scuola paritaria che già esiste. E intanto la scuola del Comune - costata un milione di euro - rimane inutilizzata

A Bibiana, piccolo comune torinese con meno di 3.500 abitanti, impazza il caso di un asilo nido nuovo di zecca, costato oltre un milione di euro che, secondo i piani, avrebbe dovuto aprire i battenti a settembre, ma invece rischia di rimanere chiuso e inutilizzato a tempo indeterminato. 

Il motivo? Una delibera del governo regionale del presidente Roberto Cota impone che nei Comuni nei quali esiste già un asilo paritario, per dare il via a nuove sezioni in un’altra scuola serve un’autorizzazione della scuola paritaria.

A Bibiana è presente da tanti anni un asilo paritario, al quale sono iscritti oggi quasi cento bambini. Questa scuola oggi è gestita da laici, ma una volta erano le suore a mandarla avanti. E ciò ha reso quasi impossibile la realizzazione di quanto approvato dal decreto regionale, perché l'asilo difficilmente darà l'autorizzazione.

"Per anni abbiamo fatto investimenti, qui lavorano otto persone. Certamente, se si aprisse una seconda scuola saremmo danneggiati, ci verrebbe a mancare una sezione", ha detto il parroco del paese a La Stampa.

Sono due i problemi principali venutisi a creare. Il primo riguarda i costi che deve sostenere il Comune di Bibiana, gravato dalla precedente amministrazione di un mutuo di 120mila euro (388mila euro sono stati presi dai fondi europei, 500mila da fondi regionali) per una struttura che attualmente non può essere aperta. Il secondo riguarda quei genitori che hanno già iscritto i propri figli presso l'asilo pubblico. Attualmente sono ventinove, tra cui alcuni di comuni limitrofi.

Fonte: TorinoToday →
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