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Sabato, 22 Gennaio 2022

Assad chiede "dialogo nazionale"

L'Unione europea risponde chiedendo al presidente siriano di lasciare il potere

Il Presidente siriano Bashar al Assad ha lanciato oggi un appello al "dialogo nazionale" per mettere fine al conflitto in atto da 21 mesi nel Paese. Nel suo primo discorso pubblico da mesi, trasmesso in diretta televisiva, Assad ha quindi sottolineato che ogni transizione deve "avvenire secondo i termini della Costituzione", facendo così riferimento a elezioni politiche.

Il Presidente siriano ha dichiarato che il suo governo "non ha trovato interlocutori" per avviare una soluzione politica del conflitto in corso da 21 mesi in Siria. "Solo perchè non abbiamo trovato un interlocutore, non significa che non siamo interessati a una soluzione politica, ma non abbiamo trovato un interlocutore". Secondo Assad, il conflitto in atto nel Paese non è tra il suo governo e l'opposizione, ma tra "la nazione e i suoi nemici".

La Coalizione nazionale siriana ha subito respinto la "soluzione politica" proposta dal Presidente Bashar al Assad nel suo primo intervento pubblico da sette mesi. "Quando abbiamo dato vita alla Coalizione abbiamo detto che volevamo una soluzione politica, ma... ci sono ora oltre 60.000 martiri. I siriani non hanno fatto tutti questi sacrifici per mantenere questo regime tirannico", ha detto il portavoce dell'opposizione, Walid al-Bunni, raggiunto telefonicamente dalla France presse.

L'Unione europea ha quindi ribadito oggi la sua richiesta al Presidente siriano Bashar al Assad di lasciare il potere per favorire una transizione politica che metta fine al conflitto in corso da quasi due anni nel Paese. Dopo l'appello al "dialogo nazionale" lanciato oggi da Assad, il capo della diplomazia Ue, Catherine Ashton, ha dichiarato: "Esamineremo con attenzione per capire se ci sia qualcosa di nuovo nel discorso, ma noi ribadiamo la nostra posizione sul fatto che Assad deve lasciare il potere e consentire una transizione politica".

Il Presidente siriano Bashar al Assad "fa propaganda assurda. Per il bene del suo popolo dovrebbe lasciare e far spazio a una soluzione politica", è il commento su Twitter del ministro degli Esteri, Giulio Terzi.

Secondo l'Onu, il conflitto siriano in atto dal marzo 2011 ha causato finora almeno 60.000 morti.

Il "dialogo nazionale" invocato oggi da Assad per mettere fine al conflitto in Siria deve avvenire a determinate condizioni. "I Paesi coinvolti devono impegnarsi a smettere di armare i combattenti e i miliziani devono mettere fine alle operazioni terroristiche, così le nostre forze fermeranno le operazioni militari, pur mantenendo il diritto di rispondere", ha dichiarato. Solo dopo si potrà avviare "una conferenza di dialogo nazionale, a cui parteciperanno tutte le parti", con l'obiettivo di redigere una carta costituzionale da sottoporre a referendum, che aprirà la strada alle elezioni e a un nuovo governo. Se questo dialogo non è ancora iniziato, ha sottolineato Assad, "non è perchè noi non vogliamo una soluzione politica, ma perchè non abbiamo trovato un interlocutore". Finora l'opposizione siriana ha sempre respinto ogni proposta di negoziato che veda coinvolto Assad.

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