Giovedì, 25 Febbraio 2021

Riforma del fisco: l'assegno unico per i figli in arrivo

Il nuovo sussidio sarebbe finanziato (in parte) con la cancellazione delle attuali detrazioni per carichi di famiglia. Si lavora su un importo base di 200 euro mensili a figlio, graduabili in base al parametro Isee

L'assegno unico per i figli è in arrivo. E potrebbe portarsi dietro anche la riforma fiscale per le partite IVA. Il Messaggero racconta oggi quali sono i progetti del governo sui soldi del Recovery Fund ma spiega anche che ci saranno interventi su tasse e agevolazioni fiscali:

Il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti entrato in vigore a luglio relativamente al redditi tra 28 mila e 40 mila euro l'anno vale solo per sei mesi. Farlo venir meno avrebbe degli effetti paradossali per quei contribuenti e dunque bisogna renderlo strutturale: o confermandolo almeno momentaneamente nella sua versione già approvata o assorbendolo in una revisione più generale della curva dell'Irpef. Che però richiede forse più tempo. Si guarda al modello tedesco con aliquota "continua" ma non è esclusa una riduzione del numero degli scaglioni.

Strettamente connessa alla revisione dell'Irpef è l'introduzione dell'assegno unico per le famiglie, che sarebbe finanziato (in parte) con la cancellazione delle attuali detrazioni per carichi di famiglia. Si lavora su un importo base di 200 euro mensili a figlio, graduabili in base al parametro Isee (che misura oltre al reddito anche la ricchezza patrimoniale dei nuclei familiari). Un punto fermo è garantire a tutte le famiglie la possibilità di mantenere i benefici attuali, se più consistenti: evitare insomma che qualcuno possa perderci. Anche per questo l'applicazione della riforma (già delineata nella legge delega approvata alla Camera) richiede svariati miliardi aggiuntivi, che dovranno essere appunto individuati con la manovra: l'ipotesi di attingere in via magari indiretta e provvisoria alle risorse europee non è esclusa.

Infine, spiega il quotidiano, un problema di costi si pone anche per il terzo dossier, quello che nasce dalla proposta di Ernesto Maria Ruffini: le partite Iva dovrebbero passare dall'attuale sistema basato su acconti e saldi a versamenti mensili (o trimestrali) legati ad un criterio di cassa. Sulla carta un meccanismo più semplice ed anche più realistico di quello attuale, che però va studiato attentamente proprio per garantire che si traduca anche in una riduzione del prelievo.

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