Sabato, 25 Settembre 2021

La vita agli "arresti domiciliari" di chi assiste un familiare malato

Una campagna per sensibilizzare la rete sui caregiver, ovvero chi dona la propria vita all'assistenza di un parente malato o disabile. L'Italia è l'unico paese in cui questa figura non è riconosciuta

Una campagna con spot video e hashtag che racconta la vita di chi assiste un familiare gravemente disabile: è #maipiusoli l'appello lanciato attraverso le parole di Chiara, ma che vuole dare voce a tutti i caregiver d'Italia

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Il caregiver è colui o colei che dona tutta la propria vita all'assistenza di un parente gravemente malato: come Chiara, che da sempre assiste il figlio Simone, affetto da grave disabilità. L'obiettivo della campagna è quello di avere un riconoscimento statale del proprio ruolo all'interno della società: l'Italia è infatti uno dei paesi in cui questa figura non è riconosciuta, sotto nessun punto di vista. Un'iniziativa di informazione e sensibilizzazione, per raccontare questo mondo tanto importante quanto nascosto. Spiega Maria Simona Bellini, una delle promotrici:

Obiettivo dell’iniziativa è che finalmente si arrivi al riconoscimento da parte delle istituzioni del lavoro di cura da parte dei caregiver familiari italiani, unici in Europa a non vedersi riconosciuti nemmeno i diritti fondamentali 

E' stata anche lanciata una petizione on-line con delle richieste da far presente all'Unione europea. 

Fonte: RedattoreSociale.it →
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