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Giovedì, 18 Aprile 2024

Attentato all'oleodotto in Libia: "È stata una cellula dell'Isis"

L'incendio scoppiato ieri lungo l'importante oleodotto che trasporta petrolio greggio dal sud della Libia al terminal nord-orientale di Sidra sul Mediterraneo, ha causato un calo della produzione di oltre 70.000 barili al giorno

Ci sarebbe l'Isis dietro l'attentato dinamitardo che ha colpito l'oleodotto libico Waha Oil Company, che porta della il greggio dal giacimento di Zaggut nel sud della Cirenaica al terminale di Sidra, sulla costa della regione orientale: lo riferisce il colonnello Muftah Amgharief, delle forze di sicurezza petrolifere all'agenzia statunitense Associated Press. Il comando è arrivato a bordo di due veicoli e ha poi minato l'impianto con gli esplosivi all'altezza di Marada. 

L'incendio scoppiato ieri lungo l'importante oleodotto che trasporta petrolio greggio dal sud della Libia al terminal nord-orientale di Sidra sul Mediterraneo, ha causato un calo della produzione di oltre 70.000 barili al giorno. Il gasdotto è di proprietà della compagnia petrolifera libica Waha Oil, che pompa circa 250.000 barili al giorno nei giacimenti petroliferi nel sud, che vengono poi trasportati al terminal di Sidra. Waha Oil è una consociata di NOC in una joint venture con le società americane ConocoPhillips, Hess e Marathon Oil.

La Libia produce circa un milione di barili al giorno, ma la produzione viene regolarmente interrotta da atti di sabotaggio o da scioperi e proteste per chiedere aumenti di stipendio o ancora per ragioni politiche. Prima della caduta del regime di Moammar Gheddafi nel 2011 la Libia produceva 1,6 milioni di barili al giorno.

Fonte: Libya Observer →
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