rotate-mobile
Martedì, 25 Giugno 2024

Attentato alla Sinagoga di Roma: perchè Stefano Gaj Tachè non è considerato vittima del terrorismo?

La riflessione di David Bidussa su Linkiesta.it

Il prossimo 9 maggio sarà la quinta volta che celebreremo il Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo interno e internazionale, e delle stragi stabilita con la legge 4 maggio 2007, n. 56.
Forse non è fuori luogo proporre una riflessione non celebrativa.
Gira da tempo una petizione on line per l’inserimento di Stefano Gaj Tachè nell’elenco ufficiale delle vittime del terrorismo. Stefano Gaj Tachè (25.7.1980 – 9.10.1982) fu ucciso da terroristi il 9 ottobre 1982 all'uscita dalla Sinagoga di Roma al termine di una giornata di preghiera dedicata ai bambini.

Inizia così la riflessione, pubblicata su Linkiesta.it, di David Bidussa, nel quale il saggista italiano ritorna su una delle pagine più tristi della nostra storia recente, la strage alla sinagoga di Roma del 1982.

L'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, ci ricorda Bidussa, rivelò retroscena inquientanti sulla

Cossiga dichiarò le responsabilità degli uomini di governo di allora che, conniventi con quel crimine, quel tragico giorno avevano ritirato le volanti della polizia che di regola sono a guardia del Ghetto di Roma.
Non sarebbe dunque fuori luogo “scavare “ intorno a quei fatti.
La questione tuttavia non è solo giudiziaria. Riguarda un dato di mentalità e sollecita, perciò, una considerazione politico-culturale.
Dunque non sia tratta solo di stabilire il “certo”, ma si capire come si costruisce il “vero”.

La lista delle vittime del terrorismo è, ahinoi, lunghissima, ma a questa manca un nome.

Perché essere o non essere in quella lista significa essere riconosciuti o meno come vittime del terrorismo.
In quella lunga lista di nomi in cui compaiono i militanti di tutte le componenti politiche, i tutori dell’ordine, i magistrati, quelli uccisi per sbaglio, perché scambiati per qualcun altro, il nome di Stefano Gaj Tachè non c'è.
E’ interessante chiedersi perché.

La riflessione di Bidussa si chiude con una domanda. Alla quale si deve una risposta.

Stefano Gaj Tachè, cittadino italiano, morto sul territorio italiano, per mano di un gruppo di fuoco non italiano che è venuto qui, nel territorio della Repubblica italiana, a combattere una sua guerra che avrebbe dovuto combattere altrove, auspicabilmente con mezzi diversi da quello dell’attentato terroristico, è parte della storia italiana?
Oppure
Stefano Gaj Tachè, pur essendo cittadino italiano, è una vittima di un’altra guerra dei cent’anni che altri devono inserire nella lista dei loro morti?
Perché al solito la memoria non è solo selettiva,ma anche prescrittiva e quando si inseriscono o non si inseriscono nomi, ciò avviene per un principio, ovvero per un criterio. Bene mi piacerebbe capire qual è.

Fonte: Linkiesta →
Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Attentato alla Sinagoga di Roma: perchè Stefano Gaj Tachè non è considerato vittima del terrorismo?

Today è in caricamento