Lunedì, 14 Giugno 2021

Attivista stuprata da un migrante: "Mi chiesero di tacere"

Per un mese la donna avrebbe tenuto nascosta la violenza per "non danneggiare gli altri migranti". Ma gli altri attivisti smentiscono. Ecco la storia raccontata da Il Secolo XIX

Profughi a Ventimiglia (Infophoto)

VENTIMIGLIA - Lei, trent'anni, apparterrebbe ai cosiddetti "No Borders", il gruppo di attivisti che da circa un mese staziona al confine italo-francese di Ponte San Ludovico a Ventimiglia per aiutare i migranti. E ha denunciato di essere stata violentata per oltre un’ora da un uomo, di origine senegalese, mentre si trovava sotto una delle docce da campo allestite nella vicina pineta dei Balzi Rossi.

Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, la donna avrebbe denunciato l’accaduto a distanza di un mese, spiegando alla polizia di avere taciuto finora perché convinta da alcuni attivisti a "evitare scandali per non danneggiare gli altri migranti e per non delegittimare le lotte dei No Borders", gruppo nato proprio in occasione dell’emergenza profughi a Ventimiglia per sostenere la protesta dei richiedenti asilo. Ora - secondo il suo racconto - ha denunciato l’accaduto ai poliziotti del commissariato di Ventimiglia su consiglio di un conoscente.

L’autore della violenza, intanto, avrebbe lasciato la città di frontiera. E mentre le autorità indagano sul caso, alcuni responsabili del presidio intervistati da "Riviera24" hanno spiegato che la donna non farebbe parte dei "No Borders", ma sarebbe una clochard che qualche mese fa avrebbe chiesto aiuto agli occupanti dei Balzi Rossi. Dal presidio sarebbe poi stata allontanata "per via dei suoi atteggiamenti assai libertini e provocatori". Così, "forse per ripicca, sostengono, si è recata dalla polizia a Ventimiglia a denunciare il presunto stupro".

Fonte: Il Secolo XIX →

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