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Venerdì, 27 Gennaio 2023

Attenti all'idrocuzione, il "killer del bagno estivo"

Non sempre a causare un annegamento è la corrente troppo forte. Ecco a cosa stare attenti quando vi tuffate in acqua

Sono già sei le persone annegate dal giugno scorso nei laghi vicino Brescia. L'ulimo solamente domenica sera: il giovane Mohamed Ghazi, è morto a largo della spiaggia delle Palafitte di Sulzano sotto gli occhi attoniti della sorella. Il primo nel giugno scorso, sul Garda: la vittima il polacco Darius Pawlusz, 48 anni e tra l'altro esperto subacqueo. Tradito da un malore.

Non sempre è colpa della corrente, o delle "trappole" dell'acqua. Anzi, spesso la colpa è involontaria, è dovuta alla reazione del corpo umano quando è troppo accaldato, e l'acqua è troppo fredda. Il meccanismo, che appunto può essere anche mortale, si chiama "idrocuzione".

L'idrocuzione, spiega il dizionario Treccani di Medicina, è una sincope da immersione rapida in acqua, specialmente fredda, caratterizzata da riflessi neurovegetativi che possono causare anche morte per arresto cardiorespiratorio o annegamento. Il meccanismo comincia con una vasocostrizione, che a sua volta provoca riflessi a livello di tronco dell'encefalo

In quegli attimi brevissimi vengono interessati sia i centri di regolazione cardiaca che quelli respiratori (arresto cardiorepiratorio). Se invece non sono coinvolti i centri bulbari in modo letale, l'arresto di circolazione e di ossigenazione provoca comunque una sincope con perdita di coscienza, con conseguente annegamento qualore il soggetto non possa essere subito soccorso.

Fonte: BresciaToday →
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