Giovedì, 23 Settembre 2021

Stuprata dal patrigno, è incinta a 10 anni: per la legge non può abortire

Amnesty ha lanciato un'azione urgente per chiedere con forza alle autorità del Paraguay di proteggere la vita della bambina, incinta dopo tremendi abusi sessuali perpetrati dal patrigno. L'uomo è in fuga, ricercato dalla polizia

La storia della bambina di 10 anni incinta di 21 settimane ha colpito il mondo intero. Varie associazioni, in primis Amnesty International, si sono mosse. Amnesty ha lanciato un'azione urgente per chiedere con forza alle autorità del Paraguay di proteggere la vita della bambina, incinta dopo tremendi abusi sessuali perpetrati dal patrigno. L'uomo è in fuga, ricercato dalla polizia.

Amnesty sottolinea come nonostante l'urgenza della situazione, 10 giorni dopo la conferma della gravidanza della bambina, non sia ancora stato creato un comitato interdisciplinare e indipendente di esperti. Il comitato deve essere formato da professionisti del settore - sanitari, psicologi e assistenti sociali - per valutare la situazione della ragazza, che analizzino la sua salute fisica e psicologica.  

La notizia è trapelata due settimana fa, era il 21 di aprile. La gravidanza di 21 settimane è stata scoperta presso l'ospedale Infantil de Trinidad: la bambina era andata dai medici con la madre per i forti dolori all'addome. Le istituzioni non si sono adoperate come avrebbero potuto secondo Amnesty. Sono passati infatti diversi giorni da quando sua madre ha presentato richiesta per un' interruzione della gravidanza della figlia a causa della sua giovane età e per l'alto rischio per la sua salute e la vita.

Lo Stato deve fornire immediatamente informazioni complete per quanto riguarda tutti i possibili rischi fisici e psicologici della gravidanza e consentire l'accesso a tutti i servizi necessari a salvaguardare la vita e l'integrità fisica e mentale, nel breve, medio e lungo termine. La priorità del comitato interdisciplinare di esperti deve essere la protezione dei diritti umani della ragazza. Finora lo Stato ha fallito nel suo obbligo di proteggere questa bambina.

Per mesi e mesi la bambina era andata già in diversi centri medici lamentando mal di stomaco. Lo scorso anno la madre aveva presentato una denuncia per l'abuso sessuale di sua figlia, ma i pubblici ministeri non hanno indagato e non hanno fornito misure di protezione. L'indagine sugli abusi dal patrigno è stata avviata solo quando la sua gravidanza è venuta alla luce. Il patrigno è fuggito. La madre è ora in carcere, con l'accusa di non aver protetto la figlia e di complicità. Il 29 aprile la ragazza è stata portata in una casa per le giovani madri. Non risulta che l'ospedale abbia preso in considerazione la possibilità di un aborto assistito nonostante la gravidanza ad altro rischio della bimba.

Secondo i dati del Fondo dei popoli delle Nazioni unite in Paraguay il 2,13% delle morti materne si riferiscono a bimbe tra i 10 e 14 anni. In Paraguay l'aborto è permesso solo quando la vita di una donna o bambina incinta è in pericolo. In qualsiasi altra circostanza, incluso la gravidanza conseguente a violenze o incesto o anche qualora il feto dovesse presentare gravi malformazioni, l'aborto non è permesso.

Fonte: Latin Post →
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