Martedì, 13 Aprile 2021
La storia / Nuova Zelanda

Bimba Maori discriminata in classe: “Ha il nome impronunciabile”

La madre ha ingaggiato una battaglia per proteggere la sua piccola e la cultura da cui proviene. Il nome della bambina, Mahinarangi, veniva abbreviato dagli insegnanti

Foto da Facebook

L’abbreviazione del nome di battesimo di una bimba ha aperto un dibattito sul rispetto delle tradizioni e sulle diverse etnie. È accaduto in Nuova Zelanda e la storia, con relativo sfogo, è stata raccontata dalla mamma della piccola dopo aver scoperto che all’asilo dove aveva iscritto la figlia, e che la bambina frequentava regolarmente, le maestre e il personale avevano abbreviato il suo nome. “Troppo difficile da pronunciare”, si sarebbero difesi dall’asilo. La spiegazione non ha convinto la mamma né placato la sua ira però.

Il nome Maori

La piccola si chiama Mahinarangi Tautu, un nome tradizionale Maori che significa ‘luna nel cielo’. Forse lungo o effettivamente difficile la pronuncia, sta di fatto che le maestre hanno cominciato a chiamarla ‘Rangi’, prendendo insomma solo l’ultima parte del nome. Quando la mamma l’ha scoperto non le sono bastate le scuse che derubricavano la questione a una semplice abbreviazione. La donna ha raccontato anche di alcuni episodi accaduti e sostenendo che questo abbia dato il via ad atti di bullismo come quando, stando al racconto della mamma, dei bambini hanno riso del nome tradizionale di sua figlia senza neanche provare a pronunciarlo. Insomma per la donna l’atteggiamento dell’asilo avrebbe determinato un precedente influenzando anche gli altri bambini tanto che la piccola Mahinarangi ne sarebbe rimasta sconvolta.

Il “trauma” subito dalla piccola 

La mamma ha raccontato che la figlia non cerca più di correggere le persone quando pronunciando in maniera sbagliata il suo nome, come se avesse rinunciato alla propria identità. Un’identità di cui invece la mamma va fiera tanto da ribadirlo a gran voce e aver avviato una polemica su quanto accaduto. "Riesci a immaginare che tuo figlio sia troppo imbarazzato per pronunciare il proprio nome perché le persone non si sforzano di pronunciarlo correttamente? Mi rattrista pensare che nel 2021, ad Aotearoa, una bambina di cinque anni abbia perso l'orgoglio che deriva dal suo bel nome". È lo sfogo che la donna ha affidato al suo profilo social con un lungo post.

L'origine del nome 

La mamma ha anche raccontato che il nome di sua figlia è stato tramandato attraverso diverse generazioni e ha una linea di discendenza antica, nota come whakapapa, che fa capire anche la provenienza e l’origine della persona. Insomma in questi casi non pronunciare il nome completo può essere considerato come una mancanza di rispetto. Intervistata dal New Zealand Herald ha spiegato come i suoi antenati abbiano subìto un'esperienza simile, circostanza questa che l'ha resa ancora più determinata ad assicurarsi che il nome di sua figlia sia pronunciato correttamente e non cambiato. Ha detto: "I miei antenati hanno cambiato il loro nome originale da Perepe-Perana a Phillips a causa della colonizzazione. Non permetterò che qualcosa di simile accada con mia figlia". La donna, determinata come solo una mamma sa essere, ha insegnato a Mahinarangi a scomporre il suo nome in singole sillabe per educare le persone e aiutarle a pronunciarlo correttamente. Ma la sua battaglia non finisce qui: con la sua storia vuole esortare anche gli altri genitori a ricordare ai loro figli l'importanza del loro nome soprattutto se fa parte della loro cultura e tradizione.

Fonte: Mirror →
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