Venerdì, 16 Aprile 2021

La bambina "prigioniera" del coronavirus da 4 mesi: "E' tormentata dagli incubi"

Il caso di una bambina dell'hinterland di Milano che, dopo 120 giorni dai primi sintomi riconducibili al coronavirus, non risulta ancora "legalmente" guarita. Il racconto della mamma al Corriere della Sera

Foto di archivio Ansa generica

Una bambina di quattro anni è "prigioniera" del coronavirus da quattro mesi. O, per meglio dire, delle norme sanitarie previste per i positivi al Covid-19 per contenere i contagi. La piccola, infatti, continua a risultare positiva al tampone. "Serve un doppio tampone negativo per liberare mia figlia “legalmente” - spiega la mamma al Corriere della Sera -, ma non voglio più sottoporla a questo stress. E' tormentata dagli incubi, si risveglia urlando, parla di mostri e di dottori cattivi". Una situazione difficile, terribile.

La donna ha spiegato che la bambina, 120 giorni dopo i primi sintomi riconducibili al Covid-19, ora sta bene, non ha trasmesso l’infezione a nessuno e non rappresenta più un rischio per la collettività. Dal punto di vista della legge, però, non risulta guarita. Le autorità sanitarie concordano con la mamma sul fatto che non sia più un pericolo per gli altri, eppure nessuno si prende la responsabilità di "liberarla".

A maggio il primo tampone risultato "debolmente positivo". Poi, spiega il Corriere della Sera, parte il balletto di altri quattro test, "uno l’opposto dell’altro: debole, negativo, positivo. Tutti concentrati in un mese, vissuti con la speranza di uscire dall’incubo e la delusione di doverli ripetere, di dover immobilizzare di nuovo la bambina per cercare col cotton-fioc tracce del virus nel naso e nella bocca. In base alle norme servono due «negativi» a distanza di 24 ore per finire la quarantena. Ma per la piccola il via libera non arriva".

Ora, racconta la mamma, la bambina inizia a manifestare disturbi comportamentali, non vuole farsi toccare o salire in auto. La mamma decide di non sottoporla più ai test e si rivolge alle autorità competenti regionali (che hanno già evidenziato il problema al ministero della Salute) e nazionali: "Tutti mi hanno confermato che la bambina non è più contagiosa, ma nessuno si è assunto la responsabilità di liberarla. Chiedo che si valutino altri elementi per la fine della quarantena, non si possono violentare così i bambini". 
 

Fonte: Corriere della Sera →
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