Sabato, 15 Maggio 2021

La bimba di due anni uccisa di botte "per non aver usato il vasino"

Il patrigno è stato arrestato, la madre era a conoscenze delle violenze pepetrate. Il caso di Togliatti scuote le coscienze e rivela una situazione di degrado impensabile

La tomba della piccola in una foto tratta dal tabloid The Sun

Una storia di crudeltà, ferocia e violenza che scuote le coscienze e rivela una situazione di degrado impensabile. Un uomo è accusato di aver ucciso la figlia della sua compagna, una bambina di due anni di nome Knesnia colpendola con brutale violenza per 60 volte (20 alla testa e 40 nelle altre parti del corpo) "per non aver usato il vasino" e "aver fatto la pipì sul pavimento". 

Succede a Togliatti, in Russia. A trovare senza vita la bambina è stata la madre, una giovane donna di 25 anni, una volta rientrata dal lavoro di commessa in un negozio di liquori. Il suo compagno, Anton P. è stato arrestato. Quel giorno la madre ha aspettato, nonostante la piccola fosse ormai esanime, a chiamare i soccorsi. L’ambulanza è arrivata sul posto 24 ore dopo che la bimba aveva smesso di respirare, secondo gli accertamenti dei medici russi.

Knesnia, uccisa a 2 anni "per non aver usato il vasino"

Gli esami forensi hanno rilevato come Knesnia sia deceduta per una gravissima emorragia. Le violenze proseguivano da mesi, e secondo gli inquirenti la madre ne era perfettamente a conoscenza, ma non aveva mai fatto nulla per difenderla o per denunciare la situazione. Il patrigno la picchiava sistematicamente secondo i segni riscontrati dai medici sul cadavere della povera bambina. La polizia sostiene che la donna fosse solita usare un pesante trucco per nascondere i lividi della bambina.

Le parole del procuratore Aleksandr Kanaev ai media locali fanno emegere un quadro agghiacciante: "La violenza contro la bambina è durata mesi. I suoi genitori la trattavano male e la picchiavano in ogni occasione". Secondo un amico di famiglia, sentito dai giudici, "una volta Anton ha preso a calci Knesnia nella pancia al punto da farla cadere a terra piangendo. La madre guardava e rideva. Io gli urlai contro, ma lui per tutta risposta mi disse che la bambina era cattiva e aveva bisogno di una lezione". 

Il patrigno, una guardia giurata, è accusato di omicidio con l'aggravante della crudeltà. I fatti risalgono all'inizio dell'estate del 2019 e il processo è ancora in corso. 
 

Fonte: The Sun →
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