Sabato, 15 Maggio 2021
L'orrore / Regno Unito

La donna che ha confessato dopo 40 anni di aver torturato sei bambini. Mangiavano anche cibo per cani

Le violenze sono durate dal 1973 al 1980 a Edinburgo. Spronava il marito a picchiare e maltrattare i bambini che ospitava

Foto di repertorio Pixabay

Sei bambini sono stati picchiati, bruciati e costretti a mangiare cibo per cani per sette lunghi anni. Frances Forsyth, 80 anni, ha ammesso gli abusi che sarebbero stati commessi in più occasioni tra il 1973 e il 1980, un lasso di tempo in cui i ragazzi erano rimasti a casa sua. Indicibile l’orrore dei racconti.  Secondo quanto riporta il Daily Record la donna, insieme al suo allora marito Brian McKernan, avrebbe lasciato i bambini sporchi e affamati. Non è solo lo stato di abbandono che si contesta alla 80enne quanto anche alcuni atteggiamenti disumani. Li avrebbe costretti a mangiare dalla ciotola per cani. Avrebbe dato cibo fresco ai suoi quattro cani e lasciato i bambini affamati, costretti a mangiare quello che gli animali, ormai sazi, lasciavano. 

I maltrattamenti 

La Forsyth all'epoca dei fatti aveva 30 anni, con il marito si trasferirono in un appartamento a Fountainbridge, Edimburgo nel 1975. La coppia di tanto in tanto si prendeva cura di sei bambini in casa, avrebbe dovuto accudirli invece dava solo percosse e maltrattamenti. Per il Tribunale la donna avrebbe incoraggiato suo marito a picchiare i bambini dopo che anche lei li aveva aggrediti per non essere riusciti a svolgere tutte le faccende domestiche assegnate. Le segnalazioni riportano che i bambini venissero regolarmente lasciati "sporchi e maleodoranti" e che all'ora dei pasti venivano offerti solo "avanzi".

Il cibo per cani 

Una vittima ha raccontato che una volta in preda alla fame ha rubato i biscotti per cani da un armadio, altre volte era stata costretta a mangiare cibo ammuffito caduto sul pavimento e rimasto a terra. Dopo anni è arrivata nel marzo dello scorso anno anche l’ammissione della Forsyth alla Sheriff Court di Edimburgo. La donna ha raccontato di aver preso a pugni e calci i bambini colpendoli alla testa e al corpo. In un'occasione addirittura ha tenuto la mano di un bambino "contro un fuoco elettrico" bruciandogliela. La sua condanna è stata rinviata più volte dopo la sua confessione, ieri è stato necessario il trasporto in ambulanza per accompagnarla dinanzi alla Corte.

 La condanna dopo 40 anni 

Il giudice Michael O'Grady QC ha detto alla fragile bisnonna che le sue aggressioni ai bambini erano "molto gravi" e "profondamente inquietanti" e di averla condannata a 16 mesi di carcere con questa motivazione: “I reati mostrano un lungo catalogo di maltrattamenti inquietanti, abbandono, indifferenza e aggressioni contro bambini molto piccoli e molto vulnerabili. Sotto qualsiasi punto di vista, costituiscono una grave violazione della fiducia". La Corte ha anche sentito il marito, Brian McKernan, tra l’altro accusato di reati sessuali nei confronti dei bambini. Fu ritenuto non idoneo al processo a causa di un cancro ma, inserito nel registro degli autori di reati sessuali nel novembre 2019, è morto tre settimane dopo.

Fonte: Mirror →
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