“Banche e poste senza soldi per una settimana”: la minaccia delle guardie giurate

Tra febbraio e marzo è in programma la protesta della categoria, 'dimenticata' da Salvini nel decreto sicurezza: uno sciopero che potrebbe bloccare il sistema monetario italiano

Rapina ad un portavalori a Roma (Foto di repertorio Ansa)

Nella settimana tra il 26 febbraio e il 5 marzo c'è il rischio che il sistema monetario italiano subisca un 'blocco' mai visto prima. A paventare la nefasta ipotesi è l'Associazione nazionale guardie giurate che per protestare contro le promesse non mantenute da Salvini nel decreto Sicurezza, hanno programmato uno sciopero di una settimana, in cui verranno fermati furgoni blindati e portavalori, con la conseguente assenza di denaro contante negli istituti bancari e negli uffici postali. Un'eventualità che potrebbe causare disagi a tutta la popolazione. 

Ipotesi sciopero delle guardie giurate: arriva il chiarimento dell'Agri 

A mandare su tutte le furie le guardie giurate è stato il dietrofront del ministro dell'Interno che durante la campagna elettorale aveva promesso una 'promozione' per la categoria a corpo di polizia civile. 'Scatto' che poi nei fatti non è avvenuto, con il tema che nel decreto sicurezza non è stato toccato neanche alla lontana. 

A riportare la possibilità di questa protesta 'epocale', che coinvolge circa 51mila addetti ai lavoratori, è Paolo Berizzi che su Repubblica ha intervistato Fabio Padovani, presidente dell' A.N.G.G.I. (Associazione Nazionale Guardie Giurate Italiane): “E' da mesi che cerchiamo di sensibilizzare il ministro Salvini sulle problematiche della nostra professione cercando un confronto per risolvere i nostri problemi lavorativi e legislativi. Dopo le elezioni di questo "governo del cambiamento" eravamo certi di un supporto del ministro dell'Interno, anche in merito alle dichiarazioni fatte dallo stesso. Ma il 17 settembre è uscito allo scoperto con il decreto sicurezza... in cui non siamo menzionati. Non ha mantenuto la parola data. E pensare che le guardie private e giurate italiane hanno creduto in lui e hanno espresso con il  voto il loro sostegno alla Lega”.

Una protesta a cui ha fatto eco, sempre su Repubblica, anche Andrea Cacciotti, capo di Security National, che ha denunciato i molteplici problemi che riguardano la categoria, che da anni attende di ricevere maggiori tutele: “Ci stanno ammazzando con turni turni massacranti, ci stanno togliendo il diritto alla famiglia perché con turni di 12/14/16 ore non possiamo vivere le nostre famiglie, ci stanno portando alla depressione con effetti devastanti. Ci sono stati suicidi causati dalle conseguenze di stipendi minimi e incidenti mortali dovuti a 10 ore di servizio di notte percorrendo anche 300 km a turno”.

Le guardie giurate chiedono a Salvini “dignità”, ma al momento sembra una richiesta caduta nel vuoto. Una miccia che diventerà un incendio, soprattutto se venisse confermata un'azione massiccia come lo sciopero di una settimana, che stopperebbe blindati e portavalori, fermando la circolazione dei contanti.

Fonte: La Repubblica →

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