Giovedì, 13 Maggio 2021
Sassari

In 130 al banchetto in zona rossa con i passaporti fai-da-te: "Siamo cittadini del regno sovrano di Gaia"

Sostenevano di non appartenere allo Stato italiano i negazionisti assembrati e senza mascherina scoperti dal Corpo forestale della Regione Sardegna su segnalazione di alcuni cittadini. "Una situazione delicata sotto il profilo dell'ordine pubblico"

foto di archivio

Non un ritrovo tra amici, ma un vero e proprio appuntamento maxi raduno di negazionisti con circa 130 persone ammassate senza mascherina in una campagna di Palmadula, borgata della Nurra, è stato interrotto dal Corpo Forestale di Sassari intervenuti dopo la segnalazione di un cittadino che parlava di una "riunione affollata".

Al loro arrivo sul posto hanno trovato una settantina di auto e caravan parcheggiate davanti a un terreno, con più di cento persone che festeggiavano e banchettavano senza preoccuparsi del rischio Covid. 

Sono dovute intervenire oltre 30 unità delle forze dell'ordine, arrivate dal circondario mentre i presenti, provenienti da tutta la Sardegna, si sono rifiutati di fornire le proprie generalità, o hanno esibito documenti d'identità fai-da-te. Molti altri hanno lasciato velocemente lo spazio allestito con tanto di mercatino di prodotti locali.

Uno dei partecipanti al raduno, seduto davanti al sole, si è perfino lamentato coi forestali perché gli avevano interrotto una sessione di meditazione.

In molti hanno dichiarato di essere "cittadini del regno sovrano di Gaia" o appartenenti alla "Repubblica de Sardinia" e in quanto tali, sostenevano di essere liberi e sovrani, di non appartenere alla Stato italiano e di conseguenza di non riconoscerne le leggi, comprese le norme di divieto imposte in materia di Covid. Hanno anche dichiarato di non indossare la mascherina perché il virus non è altro che una invenzione delle grandi multinazionali della farmaceutica.

Complessivamente, sono state identificate 63 persone, controllati circa 70 veicoli, contestate 63 violazioni alle norme anti Covid. Sono al vaglio le posizioni di alcuni convenuti, nei confronti dei quali potrebbe configurarsi un'ipotesi più grave quale quella prevista dall'articolo 452 del codice penale: delitti colposi contro la salute pubblica, che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica.

Fonte: La Nuova Sardegna →
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