"I banchi a scuola? Arriveranno a novembre"

L’ultimo intoppo: quattrocentomila pezzi che non si sa a chi far produrre

Foto di repertorio

Il governo aveva detto che i nuovi banchi per la scuola sarebbero arrivati per la prima campanella del 14 settembre. E invece, racconta oggi Repubblica, ad oggi sono stati consegnati appena 200mila banchi (meno del 10 per cento del totale) in 1.300 scuole, con gli studenti in qualche caso limite costretti a scrivere in ginocchio appoggiati alle sedie. Mentre le aziende che hanno vinto la gara hanno sempre più dubbi sul rispetto dei tempi di consegna:

Nei giorni precedenti alla pubblicazione, una delegazione delle più importanti aziende italiane del settore ha incontrato gli stretti collaboratori di Arcuri. «Quel bando che avete pensato, è sbagliato», hanno avvertito i fabbricanti. «Ci sono requisiti che nessuna azienda ha. Il settore in Italia produce 200mila banchi all’anno, ci state chiedendo di fare in due mesi quello che facciamo in dodici anni. Non ce la facciamo».

Il bando viene pubblicato così com’è, senza modifiche. E qualche giorno dopo Arcuri è costretto alla prima rettifica: cambiano i requisiti di partecipazione. Poco dopo cambieranno anche i termini e la tempistica. E infine decide un ulteriore cambiamento, il terzo: passa alla trattativa privata con le aziende che hanno partecipato e predispone 11 contratti, di cui Arcuri non ha voluto rivelare i beneficiari. «Come prevede la legge, devono passare 30 giorni dalla firma del contratti per renderli pubblici», ha spiegato.

Il punto dolente, però, è un altro:

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Non è ancora chiaro chi dovrà coprire il buco di 400mila banchi lasciato dalle due ditte escluse. Dalla struttura commissariale fanno sapere che le risorse produttive basteranno lo stesso. Però i dubbi, soprattutto sui tempi di consegna, sono molti. I contratti firmati prevedono delle penali in caso di ritardo. Le clausole sono riservate, ma, dicono fonti tra gli imprenditori, se riusciranno a rifornire tutte le scuole entro la fine del 2020, è assai probabile che non ci saranno multe da pagare.

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