Sabato, 19 Giugno 2021

"Ha mimato sesso orale, si deve vergognare": è bufera sul senatore Barani

Il senatore Barani ieri avrebbe insultato con dei gesti sessisti (avrebbe mimato un atto sessuale orale) una collega dei 5 stelle, Barbara Lezzi: caos in Aula, deve intervenire Grasso

Giornata convulsa ieri in Senato.  La maggioranza supera il test del voto segreto e alla fine di una lunga giornata di votazioni festeggia anche per la media tenuta sullo "spread" rispetto alle opposizioni. "Un buon margine, 44 voti di differenza, che conferma la solidità del consenso sulla riforma", segnala il renziano Andrea Marcucci. Ma la tensione in aula è salita fino al punto di sfociare in bagarre a causa di alcuni gesti volgari del senatore verdiniano Lucio Barani, che il presidente del Senato, Piero Grasso, ha assicurato di voler sanzionare in modo "rigoroso".

LE VOTAZIONI - Le votazioni per la verità sono andate avanti a rilento per tutto il giorno, l'ostruzionismo fatto dalle opposizioni che è intervenuta spesso e a lungo su tutti gli emendamenti, ha reso difficile la gestione dei lavori. A pochi giorni dalla data fissata per il via libera al ddl Boschi (fissato per il 13 ottobre), infatti, mancano ancora tantissime votazioni e tutta la battaglia si è concentrata sulle schermaglie regolamentari più che sul merito della riforma.

IL CASO BARANI - Un incidente in aula ha scatenato le opposizioni e ha portato alla sospensione della seduta. Il senatore Barani avrebbe insultato con dei gesti sessisti (avrebbe mimato un atto orale) una collega dei 5 stelle, Barbara Lezzi.  il gesto osceno scatena il resto dell’Aula. Paola Taverna si alza dal suo banco e racconta tutto a Grasso. “Mi vergogno a rifarlo” dice, gridando al microfono, ma poi lo rifà. “Porco maiale” aggiunge per non rischiare che Barani non capisca di chi si sta parlando. Grasso ha condannato la vicenda parlando di "escalation inacettabile" e ha convocato per lunedì il consiglio di presidenza per accertare i fatti e prendere subito provvedimenti. Ma l'episodio ha anche fatto emergere la necessità di riportare in aula uno stile più consono all'istituzione. Sia Luigi Zanda, capogruppo Pd, che Paolo Romani, capogruppo di Fi, ma anche altri hanno lamentato il generale degrado del linguaggio dei senatori. 

LE "SCUSE" - "Sono veramente dispiaciuto di ciò che sta accadendo nell'aula del Senato in ragione di un equivoco ingenerato da alcuni miei gesti istintivi. Con la mano rivolta verso il mio stesso volto invitavo quanti impedivano l'intervento del senatore Falanga ad ingoiare i fascicoli che tanto veementemente stavano sventolando". Lo afferma in una nota il senatore Lucio Barani. "Ho poi gesticolato al senatore Consiglio - aggiunge il parlamentare - che imprecava contro di me, di venirlo a fare presso il mio scranno. Il tutto senza mai proferire parola e tanto meno volgarità nei confronti delle colleghe senatrici che ho sempre rispettato. In ogni caso - prosegue - se, vista la concitazione del momento, ciò può essere stato interpretato in maniera offensiva, mi scuso soprattutto con le colleghe che hanno avvertito tali gesti come rivolti nei loro riguardi. La mia storia e la mia educazione a difesa dei diritti di ognuno mi impedirebbe, fosse anche per polemica politica, di ricorrere a volgari espressioni gestuali. Voglio sperare che le mia scelta di abbandonare i lavori odierni possa riportare il clima di serenità necessario a svolgere il nostro lavoro di riforma della Costituzione ed è esclusivamente con questo auspicio che ho lasciato l'aula", conclude Barani.

Fonte: Il Fatto Quotidiano →
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