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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Parole forti

Matteo Bassetti, l'ipotesi estrema: "Basta tamponi, solo vaccinati in ristoranti, bar, teatri, cinema e stadi"

Il noto infettivologo alza il tiro: "L'Italia è diventata un tamponificio. È venuto il momento di dare una stretta al Green Pass, togliendo la possibilità dei tamponi" per accedere ai luoghi del divertimento. E avverte: "La variante Delta contagerà tutti i non vaccinati"

Matteo Bassetti, professore ordinario di Malattie infettive all'Università di Genova e primario al San Martino, ritiene "più utile la linea dura contro i non vaccinati invece di parlare di proroga dello stato di emergenza". Parole che faranno discutere quelle del noto infettivologo. 

"L'Italia è diventata un tamponificio - dice Bassetti alla Stampa - È venuto il momento di dare una stretta al Green Pass, togliendo la possibilità dei tamponi per accedere a ristoranti, bar, teatri, cinema e stadi. Lo stesso si potrebbe fare per i luoghi di lavoro, ma limitando il certificato ai mestieri a contatto col pubblico per cui metterei l'obbligo vaccinale".

L'aumento dei contagi per ora non preoccupa particolarmente l'infettivologo: "Con il freddo è normale. L'anno scorso eravamo a 30 mila casi con una percentuale di positivi sui tamponi fatti del 16,3 per cento, ora siamo a 5 mila casi e 1,3. I vaccini hanno cambiato tutto e a contagiarsi ora sono solo i non vaccinati. Non è il mio malaugurio, ma una certezza: la variante Delta li contagerà tutti".

"Se i non vaccinati fossero 30 milioni anziché 7 avremmo la stessa situazione dell'anno scorso, gli ospedali pieni e le chiusure. Per questo io sarei per l'obbligo vaccinale e per stringere sul Green Pass per tenere i non vaccinati fuori dai luoghi di divertimento".

Sulla proposta di Crisanti, che ritiene utile obbligare i non vaccinati a mettere la mascherina Ffp2, Bassetti tituba: "Il contagio con la variante Delta è un attimo. Bisogna arrivare almeno al 90 per cento di over 12 vaccinati, poi potremo chiedere al restante 10 di mettersi le mascherine e stare attenti".

Nel suo reparto intanto "i ricoveri sono pochi e tutti di non vaccinati. I rari vaccinati sono anziani, trapiantati o tumorati, persone che hanno risposto meno bene alla vaccinazione, infatti gli si fa la terza dose". Terza dose che non sarà immediata per tutti: "Per i giovani si può aspettare anche un anno. Ora bisogna coprire anziani e fragili".

Fonte: La Stampa →
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