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Martedì, 17 Maggio 2022

Il sarcasmo di Bassetti: "È un virus fornaio: contagia di notte e di giorno riposa"

L'infettivologo del San Martino ha commentato con un'abbondante dose di ironia l'ultima ordinanza del Ministero della Salute: "Si continua nella strategia del terrore, rido per non piangere"

"Sarà mica un virus fornaio?". Matteo Bassetti, direttore della clinica Malattie Infettive del San Martino e tra gli infettivologi che più hanno preso posizione sull’andamento della pandemia, ha commentato con un'abbondante dose di sarcasmo la nuova ordinanza del governo che vieta il ballo nelle discoteche e dispone una nuova stretta (dalle 18 alle 6) per quanto riguarda l'uso delle mascherine.

"Sappiate che in Italia il virus lavora e contagia solo di sera e notte. Di giorno invece si riposa. Sarà mica un virus fornaio? Rido per non piangere", ha scritto Bassetti, puntando ancora una volta il dito contro i colleghi più pessimisti di lui.  "Si continua nella strategia del terrore e dell’allarmismo senza pensare alle conseguenze di tutto questo. La cosa che più colpisce - prosegue l’infettivologo - è che a farlo non siano i medici, che hanno curato e curano questa infezione, ma tutti quelli che si sono autoproclamati esperti o i miracolati dal Covid, tra cui molti medici. A questo gioco al massacro io non ci sto".

Nei giorni scorsi Bassetti si era espresso anche sui dati del contagio forniti dall'Oms: "Si vede chiaramente che, sia nei paesi che hanno utilizzato contromisure più severe contro la pandemia (Italia, Spagna, Germania) sia nei paesi che invece hanno usato metodi molto più 'blandi' (Usa, India), dove il virus è praticamente ‘sfuggito di mano’, i decessi in percentuale sono decisamente calati".

"Questo potrebbe voler dire - aveva affermato Bassetti - che i nuovi contagiati stanno meglio dei primi contagiati, o perché non si ammalano affatto (non é un caso che aumentano gli asintomatici) o perché la malattia è molto più gestibile dal punto di vista medico, sia a casa che in ospedale. I dati mi sembrano incoraggianti. Ora la cosa che si potrebbe e dovrebbe fare a livello italiano per una buona informazione medico-scientifica, sarebbe valutare la morbilità e la letalità del Covid-19 su chi è stato colpito dalla malattia nei mesi di giugno, luglio e agosto, valutando quale percentuale di asintomatici e tra i sintomatici quanti a casa con 37.5 di temperatura e due colpi di tosse, quanti in ospedale stabili, quanti in ospedale critici e quanti in ospedale intubati".

Infine, la raccomandazione: "Ho visto tanta gente con le mascherine messe benissimo(e meno male) - ha concluso - ma pochissimi che si lavano le mani. Attenzione a pensare che la mascherina sia l'unico presidio per difenderci. È solo uno dei tanti".

Fonte: GenovaToday →
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