Venerdì, 5 Marzo 2021
La storia / Bergamo

La festa di Beatrice Aurora: compie un anno la prima neonata a battere il Covid

Il primo compleanno è sempre un evento da festeggiare alla grande. E' ancora più speciale se sei stata la prima bimba italiana a sconfiggere il virus, in quelle terribili settimane in cui la prima ondata aveva messo in ginocchio il nord Italia

Il primo compleanno è sempre speciale, un evento da festeggiare con i propri affetti più cari a fianco. E' ancora più speciale se sei stata la prima neonata italiana a sconfiggere il virus, in quelle terribili settimane in cui la prima ondata di Covid aveva messo in ginocchio il nord Italia e in special modo la Lombardia. 

Beatrice Aurora, la piccola guerriera di Fiorano al Serio (Bergamo) 

La mamma Marta Zaninoni si commuove parlando con Repubblica, ma poi è il sorriso presto a tornare protagonista. La piccola Beatrice Aurora sta bene, e insieme ai suoi tre fratelli ha spento la candelina. "Intorno a noi la gente moriva e Beatrice era in ospedale, da sola, in una culletta termica. Nemmeno il mio latte avevano voluto darle, temevano che fosse contaminato. Soltanto due sacchi dove buttare i suoi vestitini infetti. Ero tornata a casa senza di lei, intorno c’erano dolore e mor- te, un lutto al giorno in Val Seriana, ad Alzano, a Nembro, il Covid si è portato via anche mio nonno e mio zio. Ecco, lì, da quelle finestre vedevamo passare le ambulanze che correvano verso Bergamo".

La piccola guerriera di Fiorano al Serio, Beatrice Aurora, ha spento giovedì scorso la sua prima candelina. Era nata al «Papa Giovanni XXIII» di Bergamo proprio all’inizio dell’ emergenza. Qualche giorno dopo la nascita, il 26 febbraio mamma Marta Zaninoni e papà Marco Albergati l'avevano portata all’ospedale per controlli già programmati. Poco dopo Beatrice Aurora ha iniziato a manifestare congiuntivite, inappetenza, respiro difficoltoso fino ad arrivare alla notte del 4 marzo con la comparsa di febbre alta. In ospedale poi il tampone era risultato positivo al virus e Beatrice Aurora era stata ricoverata nel reparto neonatale, dov’è rimasta fino al 25 marzo. Venti giorni di paura, poi il ritorno a casa e infine l’11 aprile del 2020 il tampone finalmente negativo.

"Era Pasqua - dice Marta - e siamo risorti tutti. Adesso però devo- no vaccinarci, ci sono stati troppi morti. Dobbiamo evitare la terza ondata".

A marzo 2020 il virus era un mostro sconosciuto, che in provincia di Bergamo ha fatto una strage. Quando a fine marzo 2020 Beatrice Aurora uscì in braccio ai genitori dall'ospedale "sembrava una bambolina rotta" ricorda la mamma. Ora la piccola guerriera è una neonata inarrestabile. E un simbolo di vita, dopo la tempesta.

Fonte: La Repubblica →
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