Giovedì, 13 Maggio 2021

Come e perché Benno Neumair ha ucciso i genitori Peter e Laura

In un verbale che risale allo scorso febbraio la confessione del 30enne, che dice di aver usato una corda per strangolare entrambi e di aver litigato per questioni di soldi

Benno Neumair ha spiegato in un verbale che riassume tre ore di interrogatorio videoregistrato come e perché ha ucciso suo padre Peter Neumair, 63 anni, e sua madre Laura Perselli, 68 anni, che erano scomparsi nel pomeriggio del 4 gennaio a Bolzano. Il 6 febbraio era stato ritrovato il corpo di Laura Perselli, a venti chilometri dal ponte dal quale sarebbe stato gettato. Il cadavere di Peter Neumair non è stato ancora ritrovato. Nel frattempo, però, Benno ha confessato davanti ai magistrati il duplice omicidio dei genitori e ha raccontato anche i motivi, riassunti oggi in un articolo del Corriere della Sera:

«Avevamo litigato per i soliti motivi. Io volevo finirla lì ma lui continuava e allora...». Allora Benno racconta che gli è capitata per le mani una corda, una di quelle da arrampicata. «L’ho presa e gliel’ho stretta al collo. L’ho fatto per farlo stare zitto».

Il racconto, secondo il quotidiano, non è stato seguito da parole di pentimento. Non un "mi dispiace" ma la precisazione che si è trattato di una lite "per i soldi, per tutto" e dopo la breve colluttazione ha strangolato il padre.

Come e perché Benno Neumair ha ucciso i genitori Peter e Laura

Poi è comparsa sulla scena la madre e ha fatto lo stesso: "Non le ho nemmeno dato il tempo di togliersi il cappotto e quando è entrata ho strangolato anche lei". L’ha uccisa con lo stesso cordino usato per suo padre.

Domanda: dove ha messo poi la corda? «L’ho buttata via in un cassonetto». In un cassonetto non precisato dice di aver buttato via anche il suo telefonino, non quella sera. Gli chiedono di come si è disfatto dei cadaveri e lui fa mettere a verbale che «li ho caricati in spalla fino alla macchina parcheggiata davanti alla porta». Cortile buio, con cancello che chiude la vista dalla strada. Benno scende dal secondo piano prima con un corpo poi con l’altro senza incappare in nessuno dei vicini. Li carica nel bagagliaio della Volvo di famiglia, quella che loro non volevano che usasse mai e che era uno dei motivi frequenti di litigio. 

L'acqua ossigenata comprata successivamente è servita per cancellare le tracce eventualmente lasciate sul pavimento anche se i Ris di Parma hanno poi comunque prelevato da casa molti campioni biologici. L'avvocato bolzanino Flavio Moccia, difensore del trentenne, ha confermato la confessione:  "Benno Neumair ha ammesso di essere il responsabile della morte dei genitori. I due decessi sono avvenuti nella casa di via Castel Roncolo e i corpi, già privi di vita, abbandonati nelle acque dell'Adige". Secondo Moccia, "questa decisione di aprirsi alla verità e di mettersi a disposizione della Procura della Repubblica, accettata fin dall'11 febbraio scorso, e quindi ancor prima di conoscere l'esito della decisione del tribunale del Riesame, è maturata spontaneamente quale immediato esito alla notizia del rinvenimento del corpo senza vita della madre". Come precisa il legale bolzanino, il ritrovamento del corpo della madre avvenuto la mattina del 6 febbraio scorso, "ha avuto l'effetto di produrre una dissoluzione, di schianto, di tutte le difese di negazione e di rimozione attuate nelle settimane successive ai fatti dall'indagato che impedivano ogni sua possibilita' di esame cosciente di una realta' altrimenti per chiunque indicibile e inaffrontabile". 

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La storia del duplice omicidio (di Peter Neumair e Laura Perselli) comincia il 4 gennaio: i due sono insegnanti in pensione e scompaiono dalla loro abitazione in via Castel Roncolo 22 a Bolzano. Quella sera il figlio trascorre la notte in un appartamento di Ora da una sua amica, Martina, una quarantenne commessa di origine argentine. Il giorno dopo viene contattato dalla sorella Madé, 26 anni, che da Monaco di Baviera comunica di non riuscire piu' a mettersi in contatto con i genitori. Lui risponde di essere a Renon con il cane, versione non veritiera. La sorella dice al fratello di sporgere denuncia di scomparsa dei genitori: nel pomeriggio prima chiama i carabinieri e poi si reca presso il Comando di via Dante. Il primo febbraio vengono resi noti gli audio che la madre di Benno, Laura, aveva inviato a una sua amica sui preoccupanti comportamenti del figlio. Il giorno seguente i carabinieri tornano nell'abitazione di via Castel Roncolo per 'accertamenti irripetibili'. Due giorni dopo il Gip accoglie la richiesta di accertamento probatorio sui reperti: il ritrovamento di due bottiglie di acqua ossigenata che Benno avrebbe usato per cancellare tracce nell'appartamento e all'interno dell'autovettura di famiglia un Volvo di colore scuro. Viene deciso di abbassare le acque del fiume Adige per agevolare le ricerche. Il 6 febbraio attorno alle 10 viene rinvenuto il corpo di Laura Perselli all'altezza di San Floriano nella zona di Laghetti di Egna a sud del capoluogo altoatesino. dall'esame autoptico emerge che Laura Perselli è stata strangolata con una corda. Di lì più nulla, il corpo di Peter non si trova. Fino al comunicato della procura che annuncia la confessione di Benno. 

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Fonte: Corriere della Sera →
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