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Lunedì, 6 Dicembre 2021

Berlusconi adesso punta in alto: "Affidamento ai servizi sociali, ma a casa mia"

Gli avvocati del Cavaliere in realtà stanno cercando di individuare il vantaggio per il cliente. L'avvocato Coppi vorrebbe Berlusconi a Roma, vicino a sé e alla politica e l’avvocato Ghedini lo vorrebbe a Milano

Le richieste piovono da tutte le parti: "Vieni a fare i servizi sociali da noi". Ma Silvio Berlusconi tentenna, e sta pensando con calma a tutte le ipotesi.

Nella giornata di ieri persino Francesco Storace, leader della Destra, era andato a palazzo Grazioli: "Vieni a fare i servizi sociali al Giornale d’Italia . Potresti occuparti della raccolta pubblicitaria, sei un professionista". Berlusconi ringrazia e a tutti risponde che valuterà.

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Il Corriere della Sera oggi in edicola racconta che gli offerenti crescono.

Alcuni vorrebbero Berlusconi a lavorare al loro fianco per realizzare un contrappasso, quasi una «vendetta» politica. Gino Strada lo inserirebbe volentieri in Emergency, in Sudan o a Kabul. Però: «Non gli farei amministrare i conti». Valentino Porcile, parroco del borgo genovese di Sturla lo vedrebbe fra i suoi ragazzi di strada: «Preparo io un programmino...».

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Gli avvocati del Cavaliere in realtà stanno cercando di individuare il vantaggio per il cliente. L'avvocato Coppi vorrebbe Berlusconi a Roma, vicino a sé e alla politica e l’avvocato Ghedini lo vorrebbe a Milano, vicino a sé e alle aziende. Coppi ha anche detto recentemente: "Potrebbe trascorrere il tempo con un’assistente sociale che poi attesti l’avvenuto recupero". Ma il vero "colpo" sarebbe fare i servizi sociali direttamente a casa propria.

Un’altra ipotesi è che si trovi per Berlusconi un «lavoro di pubblica utilità» nella sua residenza, come ad esempio la stesura di un programma economico per le fasce più deboli della popolazione. Resterebbe a casa, come negli arresti domiciliari, ma dopo le ore di lavoro stabilite avrebbe la libertà di uscire. Si sta inoltre studiando se l’attività politica non sia in sé e per sé un’attività di carattere sociale, un lavoro adatto al reinserimento nella società. Motivazione di base: queste soluzioni eviterebbero il problema di andare in giro a fare del bene con una doppia scorta, quella di Stato e quella personale.

La verità tuttavia è che la scelta non la farà Berlusconi, le regole sono ben altre. Entro martedì prossimo, dovrà essere depositata presso la Procura di Milano la scelta fra domiciliari e servizi sociali. Se l’opzione sarà questa seconda, verrà avviata un’attività istruttoria dall’Uepe (ufficio di esecuzione penale esterna). "Berlusconi incontrerà più volte gli assistenti sociali. In teoria, l’accesso ai servizi sociali dovrebbe essere negata se non c’è ravvedimento, se non c’è una volontà riparativa rispetto all’azione commessa".

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Deciderà il tribunale, ma le proposte di Berlusconi avranno comunque un peso. E l'ex premier le proverà tutte per trovare la soluzione più comoda possibile.

Fonte: Corriere della Sera →
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