Venerdì, 16 Aprile 2021

Centinaia di bimbi malati ospitati da famiglie italiane: cos'è il progetto "Operazione Cuore"

Nato nel 1985 consiste nell'assistere e curare in Italia i bambini provenienti dallo Zimbabwe. La Caritas: "In questi anni sono stati operati 440 bimbi, è un ponte umanitario bellissimo"

Ospitare i bimbi malati a casa propria? C’è chi non si tira indietro. Nel 2018 nella sola Rimini ventuno bambini bisognosi di cure mediche sono stati accolti da venti famiglie di volontari, mentre nel 2019 sono già arrivati dodici bimbi. In questi anni sono stati centinaia i bambini africani operati al cuore tra Rimini, Milano e Genova.

Molti di loro devono la vita al progetto "Operazione Cuore" che consiste nell’assistere e curare in Italia i bambini, provenienti dallo Zimbabwe, affetti da malattie cardiache, congenite o acquisite. Come spiega Lina Colasanto su RiminiToday, il progetto è nato nel lontano 1985 grazie alla tenacia della dottoressa riminese Marilena Pesaresi (scomparsa il 29 dicembre 2018), missionaria in Africa, e di suo fratello, Antonio Pesaresi, medico cardiologo.

"Durante tutto l'anno arrivano tantissimi piccoli pazienti - spiega Mario Galasso, direttore della Caritas - appena ne vengono curati quattro, altri quattro partono dall'Africa, e per chi è da solo perché i genitori sono morti ci occupiamo noi di diventare tutori legali. E' un ponte umanitario bellissimo, in questi anni sono stati operati 440 bambini. In 7 non ce l'hanno fatta a sopravvivere, sono sempre troppi, ma il risultato è positivo".

In passato i bambini venivano ospitati in Caritas, ma a partire dal 2001, ciò avviene solo se ci sono problemi che renderebbero difficile la loro permanenza nelle famiglie affidatarie. "Siamo sempre in cerca di famiglie pronte ad aprire le loro porte - continua Galasso - una volta che conoscono il progetto ripetono sempre l'esperienza, quando apri le braccia agli altri le cose belle si moltiplicano. Uno degli ultimi casi è stato quello di Gracious, una bimba molto malata, appena è atterrata a Bologna è stata portata subito in ospedale, ma è andato tutto per il meglio e prima di ripartire abbiamo anche giocato a nascondino insieme".

Fonte: RiminiToday →
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