Martedì, 28 Settembre 2021
Comunità indù in fuga / Pakistan

Bimbo di otto anni fa pipì sul tappeto di una scuola religiosa: accusato di blasfemia

Succede nel distretto conservatore di Rahim Yar Khan, in Pakistan. Dopo che il bimbo è stato rilasciato (su cauzione) membri della comunità islamica hanno attaccato un tempio indù

Foto di repertorio. EPA/MATIULLAH ACHAKZAI via ANSA

Un bambino indù di otto anni è tenuto in custodia protettiva dalla polizia in Pakistan dopo essere stato accusato di blasfemia per aver urinato sul tappeto di una biblioteca di una scuola religiosa. 

La famiglia del bimbo si nasconde e molti membri della comunità indù nel distretto conservatore di Rahim Yar Khan, nel Punjab, sono fuggiti dalle loro case per timori di rappresaglie. Membri della comunità musulmana hanno infatti attaccato un tempio indù dopo che il bimbo è stato scarcerato su cauzione. Forze dell'ordine sono state dispiegate nell'area per sedare ulteriori disordini e 20 persone sono state arrestate per l'attacco al tempio.

Come spiega il Guardian, in Pakistan le leggi sulla blasfemia sono state usate in modo sproporzionato in passato contro le minoranze religiose. L'accusa di blasfemia può essere punita anche con la pena di morte. In realtà dal 1986 ad oggi non sono state eseguite esecuzioni per questo reato in Pakistan, ma talvolta i sospetti sono stati attaccati e uccisi dalla folla. Resta il fatto che prima d'ora questa accusa non era mai ricaduta su un bimbo così piccolo. Al ragazzino  viene contestata l'intenzionalità dell'atto. Un familiare del bambino ha spiegato al quotidiano britannico che il giovane "non ha ancora capito quale sia stato il suo crimine e perché è stato tenuto in carcere per una settimana".

Fonte: The Guardian →
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