Lunedì, 27 Settembre 2021

Accusato di blasfemia, ragazzino di 15 anni si amputa da solo la mano

Vicenda terrificante, raccontata da molti media internazionali. In Italia ne parla il Giornale. In Pakistan pochi reati sono gravi come quello di blasfemia, che prevede la pena di morte fin da quando è stato introdotto nel 1986

"Dovevo fare ammenda" spiega Anwar Alì, che era rimasto molto scosso per un episodio

Un ragazzino pakistano di 15 anni, accusato di blasfemia, si è tagliato da solo la mano per autopunirsi. Se l'è volontariamente amputata con un macchinario agricolo.

Vicenda terrificante, raccontata da molti media internazionali. In Italia ne parla il Giornale.  In Pakistan pochi reati sono gravi come quello di blasfemia, che prevede la pena di morte fin da quando è stato introdotto nel 1986 dal dittatore Zia ul-Ha.

"Dovevo fare ammenda" spiega Anwar Alì, che era rimasto molto scosso per un episodio avvenuto pochi giorni fa. Nella moschea del villaggio di Khanqah, nel nordest del Punjab, tutti stavano celebrando la nascita del profeta Maometto.

Durante la preghiera l'imam della moschea locale ha chiesto: «Chi tra voi è un seguace di Maometto?». Circa cento mani si sono alzate. Poi ancora: «Chi tra voi non crede negli insegnamenti del profeta?».

Una sola mano si è levata. Quella di Anwar, che aveva capito male. L'imam si è subito girato verso di lui, accusandolo di blasfemia.

Il ragazzino ha deciso di autopunirsi. Si è tagliato la mano destra, l'ha raccolta da terra e l'ha portata su un piatto all'imam della moschea che dista solo 100 metri da casa sua, prima di svenire. Il padre è orgoglioso: "Siamo fortunati ad avere un figlio che ama così tanto il profeta".

Fonte: Il Giornale →
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