Martedì, 26 Ottobre 2021

Bollette a 28 giorni: l'Antitrust indaga su Tim, Vodafone, Fastweb e WindTre

La Guardia di Finanza ha perquisito le sedi delle principali compagnie telefoniche e di Assotelecomunicazioni, per verificare l'esistenza di possibili intese non autorizzate tra operatori sulle tariffe

Il Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza ha ispezionato le sedi delle principali compagnie telefoniche e di Assotelecomunicazioni, per verificare l'esistenza di possibili intese non autorizzate tra operatori sulle tariffe, che avrebbero limitato la concorrenza, e la fatturazione mensile delle bollette telefoniche a 28 giorni.

Come spiega Repubblica in un articolo di Aldo Fontanarosa, le verifiche sono state richieste dal Garante dei consumatori e della concorrenza. Queste ispezioni arrivano dopo che, il 24 gennaio scorso, era stato annunciato il ritorno alla tariffazione solare (mensile) a partire da aprile, per Tim, Vodafone e Fastweb, che dal loro conto avevano palesato aumenti dell'8,6% delle tariffe.

Addio bollette telefoniche a 28 giorni, ma nessun risparmio per gli utenti

L'annuncio degli aumenti aveva fatto subito scattare la denuncia del Codacons: “Il sospetto che possa configurarsi un cartello tra società per ridurre la concorrenza a tutto danno dei clienti. Per questo motivo, il Codacons ha presentato un esposto all'Antitrust”.

Una denuncia arrivata anche da Altroconsumo che ha chiesto anche di  bloccare gli aumenti.

Sempre come riporta Repubblica.it, le ispezioni hanno interessato anche WindTre, società che non ha annunciato aumenti tariffari dal 24 gennaio, ma ha lasciato intendere che lo farà a marzo

Istruttoria contro Tim, Vodafone, Fastweb e FindTre

Con l'entrata in scena delle Fiamme Gialle è possibile prevedere l'apertura di una formale istruttoria da parte dell'Antitrust, come specificato in un comunicato ufficiale dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Nella riunione del 7 febbraio 2018, l’Autorità ha deliberato l’avvio di un procedimento istruttorio nei confronti delle società TIM, Vodafone, Fastweb, Wind Tre e dell’associazione di categoria Assotelecomunicazioni - Asstel per accertare se tali imprese, anche tramite la suddetta associazione abbiano, in violazione dell’art. 101 del TFUE, coordinato la propria strategia commerciale connessa alla cadenza dei rinnovi e alla fatturazione delle offerte sui mercati dei servizi al dettaglio di telecomunicazione elettronica fissi e mobili, a seguito dell’introduzione dei nuovi obblighi regolamentari e normativi.

Secondo l’ipotesi istruttoria, il coordinamento suddetto è sfociato da ultimo nell’adozione di pressoché identiche modalità di attuazione dell’obbligo introdotto dall’articolo 19 quinquiesdecies del D.L. n. 148/2017 (convertito dalla L. n. 172/2017)  per gli operatori di servizi di comunicazione elettronica di prevedere per i contratti stipulati una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione dei servizi su base mensile o di multipli del mese. Fastweb, TIM, Vodafone e Wind Tre hanno, infatti, comunicato quasi contestualmente ai propri clienti che, in ottemperanza al suddetto obbligo , la fatturazione delle offerte e dei servizi sarebbe stata effettuata su base mensile e non più di quattro settimane e di voler attuare di conseguenza una variazione in aumento del canone mensile per distribuire la spesa annuale complessiva su 12 mesi, anziché 13.

Il supposto coordinamento tra TIM, Vodafone, Fastweb e Wind Tre sarebbe finalizzato a preservare l’aumento dei prezzi delle tariffe determinato dalla iniziale modifica della periodicità del rinnovo delle offerte (da mensile a quattro settimane), e a restringere al contempo la possibilità dei clienti-consumatori di beneficiare del corretto confronto concorrenziale tra operatori in sede di esercizio del diritto di recesso. Per raggiungere tale finalità, i quattro operatori avrebbero concertato la variazione delle condizioni contrattuali comunicate ai propri clienti in ottemperanza agli obblighi normativi.

Il provvedimento di avvio dell’istruttoria non esclude la possibilità che l’intesa tra gli operatori telefonici abbia una durata e una portata più ampia e risalga all’introduzione stessa della cadenza delle quattro settimane dei rinnovi e all’incremento del prezzo unitario delle prestazioni offerte che ne è conseguito.

Nella giornata di oggi, i funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi delle società interessate e presso l’associazione di categoria, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust  della Guardia di Finanza. 

Fonte: La Repubblica →
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