Mercoledì, 22 Settembre 2021

G8 Genova: il processo di Bolzaneto alla Corte dei Diritti Umani

Grazie al ricorso presentato dalle vittime, ora sarà la Corte Europea dei Diritti Umani a occuparsi del processo per le violenze alla caserma di Bolzaneto, avvenute nei giorni del G8 di Genova. L'inchiesta di Report Time

Sono passati 12 anni dai fatti dal G8 di Genova. Nel luglio 2001 presso la caserma genovese di Bolzaneto 150 fermati hanno subito diverse violenze fisiche e psicologiche da parte di pubblici ufficiali, in particolare poliziotti, guardie penitenziare e personale medico. Di questi solo una quarantina sono stati identificati e processati: 4 gli assolti, 7 i condannati penalmente. Per gli altri imputati i reati penali sono caduti in prescrizione e sono stati dichiarati responsabili dei fatti ai soli fini civili, quindi condannati al risarcimento danni nei confronti delle vittime.

La Corte di Appello di Genova parla di “trattamenti inumani e degradanti o azioni di tortura” che esprimono “il massimo disonore di cui può macchiarsi la condotta del Pubblico Ufficiale”, ma non esiste il reato di tortura nel nostro codice penale. Sarà la Corte europea per i diritti umani adesso a chiedere informazioni sull'adeguatezza delle sanzioni previste dalla legge italiana nei casi di tortura e di trattamenti inumani o degradanti, grazie anche all'impegno di chi, in questi dodici anni, ha raccolto il ricorso dei manifestanti.

Uno degli standard richiesti dalla Corte Europea è la sospensione dei pubblici ufficiali in corso di processo. Ad oggi, invece, le istituzioni non si sono ancora pronunciate su eventuali procedimenti disciplinari.

Intanto la Cassazione ha confermato le condanne per le violenze della polizia durante l’irruzione alla scuola Diaz Pertini, sempre nei giorni del G8 del 2001.  E' stato anche archiviato il procedimento penale nei confronti del carabiniere che ha sparato a Carlo Giuliani, il ragazzo ucciso durante le manifestazioni di quei giorni.

Il processo per devastazione e saccheggio, per cui 10 manifestanti sono stati condannati lo scorso anno, vedrà l’ultimo atto il 13 novembre, giorno in cui verrà valutata la concessione delle attenuanti per 5 di loro. Le pene per questo reato vanno dai 6 ai 15 anni di carcere, che i coinvolti stanno già scontando.

Fonte: Report Time →
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