Domenica, 19 Settembre 2021
La storia

Boris Pahor compie 108 anni: ultimo testimone vivente del rogo del Narodni Dom

La "grande anima" della comunità slovena triestina ha attraversato tutto il Novecento, dagli Asburgo alla snazionalizzazione messa in campo dal regime fascista, si unì alla Resistenza e venne internato nei lager nazisti

Lo scrittore triestino di lingua slovena Boris Pahor compie oggi 108 anni. Tra gli ultimi testimoni viventi del rogo fascista del Narodni Dom avvenuto il 13 luglio 1920, Pahor è ancora oggi un vero e proprio faro all’interno della comunità slovena dal Carso fino a Camporosso, passando per Gorizia e le valli del Natisone. Un traguardo eccezionale, quello raggiunto dalla “grande anima” intellettuale e, per certi versi, caratterizzato da una particolare spiritualità. Cattolico, durante il regime fascista subì sulla propria pelle la snazionalizzazione del suo popolo ad opera di Mussolini. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale si unì alla resistenza e nel 1944 venne catturato dai nazisti e deportato nei lager in Germania.

Proprio la terribile esperienza vissuta nei campi di Natzweiler, Markirch, Dachau, Nordhausen, Harzungen e Bergen-Belsen, nel 1967 condurrà Pahor a scrivere “Necropoli”, il libro con cui solamente in età avanzata diventerà famoso in Italia. Tradotto in molte lingue, il suo capolavoro infatti arriva tardi in Italia: esce infatti per i tipi del Consorzio Culturale del Monfalconese appena nel 1997, trent’anni dopo la sua prima edizione originale.

Tra le altre sue opere più celebri vanno ricordate “Il rogo nel porto”, “Qui è proibito parlare” e “Piazza Oberdan” tutti volumi che narrano la condizione degli sloveni in Italia durante il Ventennio fascista e che hanno contribuito a rendere giustizia alla stessa comunità e a restituire dignità ad una storia dimenticata. Pahor è stato decorato della Legion d’honneur francese e del cavalierato dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, oltre alla più alta onorificenza della Repubblica di Slovenia. “Con le opere scritte e con le proprie parole trasmette alle nuove generazioni in maniera profonda e instancabile i valori che non vanno mai dismessi: l'impegno indiscriminato per una società giusta verso il prossimo, fondata sui principi della democrazia con l'indiscusso rifiuto di qualsiasi forma di totalitarismo” così Igor Gabrovec, consigliere regionale della Slovenska Skupnost, movimento politico di cui Pahor è presidente onorario da anni.

Fonte: TriestePrima →
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