Lunedì, 20 Settembre 2021

Bossetti, la lettera prima della sentenza: "Il vero assassino è libero e ride di me"

Domani il verdetto dei giudici sul caso Yara. Il carpentiere scrive al 'Giorno': "Sono innocente, rifate il test del Dna"

Massimo Bossetti

"Da tre anni invoco la mia innocenza, da tre anni chiedo anche tramite i miei avvocati l’unica cosa che può consentire di difendermi, la perizia in contraddittorio sul Dna. Posso marcire in carcere per un delitto atroce che non ho commesso senza che mi sia concessa almeno questa possibilità?". Lo scrive Massimo Bossetti in una lettera inviata al 'Giorno' proprio alla vigilia del giudizio d'Appello sul caso Yara. 

Diciasette righe scritte a penna per rivendicare ancora una volta la sua estraneità al delitto. Con la speranza che il verdetto dei giudici non sia lo stesso di quello emesso in primo grado: 

"Lo spero io, lo devono sperare i Giudici, sono convinto che lo speri Yara da Lassù, almeno fino a quando il suo vero assassino che è ancora libero e sta ridendo di me e della Giustizia, sconterà la giusta pena. Bossetti Massimo".

Stando a quanto si apprende domani in aula Bossetti ha intenzione di rilasciare alcune dichiarazioni spontanee. La richiesta dell'accusa è la pena dell'ergasolo per l'omicidio pluriaggravato di Yara Gambirasio e 6 mesi di isolamento diurno per calunnia nei confronti di un suo collega muratore, destinatario di alcune insinuazioni formulate dal carpentiere di Mapello nel tentativo, secondo l’accusa, di sviare le indagini.

Fonte: Il Giorno →
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